amici dell'ariacheta,
scusate se soltanto ora vi trasmettiamo il link con il filmato youtube che è stato caricato a inizio novembre.
www.youtube.com/watch?v=9srPoOU6_Z4
Per capire meglio il suo grande valore documentario, vi invitiamo a riflettere su quanto ha scritto Roberto Tinarelli, presidente dell'ASOER, Associazione Ornitologi dell'Emilia Romagna:
Vorrei sottolineare che, come ha detto un mio amico, il fatto che vi sia un
video di un avvoltoio affettato da pale vuol dire anche che il fenomeno non
è così difficile da vedere. Se non ci credete provate a cercare di filmare
l'investimento di un gatto da parte di un'auto mettendovi lungo una strada.
Quasi impossibile .. eppure ce ne sono tanti di gatti investiti.
(...)
giovedì 4 febbraio 2010
venerdì 29 gennaio 2010
News: progetto ampliamento statale 67
Cari amici del Comitato Ariacheta,
la vicina e meritoria Associazione Vivereinvaldisieve, che da tempo conosciamo per la sua lotta contro l’inceneritore a Rufina, ha realizzato un bel video sul minaccioso progetto di ampliamento della statale 67 (del Muraglione), progetto ben noto anche ai nostri amici romagnoli. Il consiglio è guardarlo subito
(il link: http://vivereinvaldisieve.blog.espresso.repubblica.it/)
e poi, se ne avete facoltà e competenza, seguire le indicazioni in loco per inviare le vostre osservazioni in Regione per cercare di dissuadere l’istituzione da questo ennesimo inutile scempio della vallata. Rapidi, perché c’è tempo solo fino al 30 gennaio!
la vicina e meritoria Associazione Vivereinvaldisieve, che da tempo conosciamo per la sua lotta contro l’inceneritore a Rufina, ha realizzato un bel video sul minaccioso progetto di ampliamento della statale 67 (del Muraglione), progetto ben noto anche ai nostri amici romagnoli. Il consiglio è guardarlo subito
(il link: http://vivereinvaldisieve.blog.espresso.repubblica.it/)
e poi, se ne avete facoltà e competenza, seguire le indicazioni in loco per inviare le vostre osservazioni in Regione per cercare di dissuadere l’istituzione da questo ennesimo inutile scempio della vallata. Rapidi, perché c’è tempo solo fino al 30 gennaio!
martedì 5 gennaio 2010
Il 2010 inizia bene: Parco eolico in Mugello - il no dopo un iter condiviso
Cari amici dell'ariacheta,
wow, l'anno inizia - o meglio si chiude, visto che la delibera è del 21 dicembre - con una grande notizia, che riportiamo paro paro da "Toscana notizie", organo d'informazione della Giunta Toscana:
Alla base della decisione la tutela del paesaggio e dell'avifauna
Parco eolico in Mugello, il no dopo un iter condiviso
La delibera della Regione dopo i pareri negativi di Provincia e Comune
La delibera con la quale la giunta regionale della Toscana esprime “pronuncia negativa di compatibilità ambientale” sul progetto del parco Eolico Monte Spicchio e Monte Citerna nei comuni di Barberino e Firenzuola è l'ultimo atto di un percorso condiviso che ha visto la partecipazione di tutti i soggetti interessati: dai comuni alla provincia di Firenze, alla comunità montana del Mugello, alle autorità di bacino dell'Arno e del Reno, all'Arpat e alla Ausl di Firenze, ai vari settori interessati della Regione Toscana.
La delibera approvata dalla giunta regionale Toscana il 21 dicembre 2009 riporta in sostanza i contributi di tutti gli enti e riprende le conclusioni della conferenza dei servizi che si era tenuta il 16 giugno 2009. In sintesi nei vari documenti agli atti, che risultano allegati alla delibera approvata, che sarà integralmente pubblicata sul BURT (bollettino ufficiale della Regione Toscana) emerge la non compatibilità dell'impianto eolico progettato sia per ragioni paesaggistiche, sia per ragione naturalistiche e legate alla presenza di avifauna tutelata nelle zone interessate, sia per un complessivo rapporto negativo fra i costi e i benefici. (Laura Pugliesi)
wow, l'anno inizia - o meglio si chiude, visto che la delibera è del 21 dicembre - con una grande notizia, che riportiamo paro paro da "Toscana notizie", organo d'informazione della Giunta Toscana:
Alla base della decisione la tutela del paesaggio e dell'avifauna
Parco eolico in Mugello, il no dopo un iter condiviso
La delibera della Regione dopo i pareri negativi di Provincia e Comune
La delibera con la quale la giunta regionale della Toscana esprime “pronuncia negativa di compatibilità ambientale” sul progetto del parco Eolico Monte Spicchio e Monte Citerna nei comuni di Barberino e Firenzuola è l'ultimo atto di un percorso condiviso che ha visto la partecipazione di tutti i soggetti interessati: dai comuni alla provincia di Firenze, alla comunità montana del Mugello, alle autorità di bacino dell'Arno e del Reno, all'Arpat e alla Ausl di Firenze, ai vari settori interessati della Regione Toscana.
La delibera approvata dalla giunta regionale Toscana il 21 dicembre 2009 riporta in sostanza i contributi di tutti gli enti e riprende le conclusioni della conferenza dei servizi che si era tenuta il 16 giugno 2009. In sintesi nei vari documenti agli atti, che risultano allegati alla delibera approvata, che sarà integralmente pubblicata sul BURT (bollettino ufficiale della Regione Toscana) emerge la non compatibilità dell'impianto eolico progettato sia per ragioni paesaggistiche, sia per ragione naturalistiche e legate alla presenza di avifauna tutelata nelle zone interessate, sia per un complessivo rapporto negativo fra i costi e i benefici. (Laura Pugliesi)
giovedì 12 novembre 2009
News III: Disciplinare l'installazione degli impianti eolici: bozza di legge in Emilia-Romagna
Riceviamo comunicato stampa dal gruppo SD Emilia Romagna:
Parchi eolici.
Mazza (SD): “Finalmente la Giunta si impegna a disciplinarne l’installazione” Il capogruppo Sd in Regione Ugo Mazza ha ritirato questa mattina i suoi ultimi emendamenti alla legge regionale di modifica alle norme sulla pianificazione paesaggistica, a fronte dell’impegno della Giunta di predisporre e sottoporre in Commissione Ambiente una bozza di Direttiva regionale che disciplina l’installazione di impianti industriali di produzione e trasporto dell’energia elettrica. E’ stato dichiarato infatti, in Commissione, dal relatore della legge di modifica, Mario Mazzotti, che la bozza di Direttiva è già disponibile per avviare una discussione. Essa sarà presentata la prossima settimana in Commissione. “E’ una svolta rilevante – ha dichiarato Mazza - perché l’Assemblea ha più volte richiesto alla Giunta un atto che disciplinasse le installazioni industriali di energia rinnovabile, atto che ora era diventato particolarmente urgente, visto il rischio di proliferazione incontrollata di impianti eolici di grandi dimensioni, quasi sempre imposti alle popolazioni locali e con impatti non sufficientemente discussi e valutati sulla base delle percezioni degli abitanti e dei frequentatori della collina e della montagna, così come richiesto invece dalla Convenzione Europea del paesaggio”. L’obiettivo, secondo il consigliere Sd, è quello di “favorire la realizzazione di impianti di energia da fonti rinnovabili, ma operando per un corretto inserimento e una adeguata mitigazione degli impatti sul paesaggio, la biodiversità e la sicurezza idrogeologica”.
il commento è uno solo: PERCHE' IN TOSCANA NESSUNO SI PREMURA DI FARE LO STESSO?????
Parchi eolici.
Mazza (SD): “Finalmente la Giunta si impegna a disciplinarne l’installazione” Il capogruppo Sd in Regione Ugo Mazza ha ritirato questa mattina i suoi ultimi emendamenti alla legge regionale di modifica alle norme sulla pianificazione paesaggistica, a fronte dell’impegno della Giunta di predisporre e sottoporre in Commissione Ambiente una bozza di Direttiva regionale che disciplina l’installazione di impianti industriali di produzione e trasporto dell’energia elettrica. E’ stato dichiarato infatti, in Commissione, dal relatore della legge di modifica, Mario Mazzotti, che la bozza di Direttiva è già disponibile per avviare una discussione. Essa sarà presentata la prossima settimana in Commissione. “E’ una svolta rilevante – ha dichiarato Mazza - perché l’Assemblea ha più volte richiesto alla Giunta un atto che disciplinasse le installazioni industriali di energia rinnovabile, atto che ora era diventato particolarmente urgente, visto il rischio di proliferazione incontrollata di impianti eolici di grandi dimensioni, quasi sempre imposti alle popolazioni locali e con impatti non sufficientemente discussi e valutati sulla base delle percezioni degli abitanti e dei frequentatori della collina e della montagna, così come richiesto invece dalla Convenzione Europea del paesaggio”. L’obiettivo, secondo il consigliere Sd, è quello di “favorire la realizzazione di impianti di energia da fonti rinnovabili, ma operando per un corretto inserimento e una adeguata mitigazione degli impatti sul paesaggio, la biodiversità e la sicurezza idrogeologica”.
il commento è uno solo: PERCHE' IN TOSCANA NESSUNO SI PREMURA DI FARE LO STESSO?????
News II: Chi è Vigorito? Eccolo qua...
ringraziando Paolo San, possiamo riprendere e girarvi un articolo apparso su "Il fatto":
ORESTE VIGORITO IL RE DELL’EOLICO FINISCE IN MANETTE
di Marco Lillo
Nessuno se n’è accorto. É il destino di Oreste Vigorito, sottovalutato sempre nel bene e nel male. Questo avvocato di Ercolano di 63 anni, ha accumulato una fortuna che ne fa certamente uno degli uomini più ricchi della Campania. Ieri è stato arrestato con l’accusa di associazione a delinquere e truffa aggravata perché avrebbe chiesto e ottenuto dallo Stato stanziamenti per 60 milioni di euro grazie alla legge 488 del 1992, sostenendo il falso nelle richieste dei contributi. La Guardia di finanza di Avellino ha sequestrato sette campi eolici siciliani e sardi che rappresentavano la nuova frontiera dell’avanzata delle sue pale, dopo l’invasione di Campania, Puglia, Basilicata e Calabria. Nell’operazione, ideata e coordinata dal colonnello Maurizio Guarino, passato alla Dia nell’agosto scorso, a Carlentini, in provincia di Siracusa, sono state sequestrate 57 turbine; a Militello val di Catania 18 pali, a Mineo (Catania) 11, a Vizzini (Catania) 30, a Camporeale (Palermo) 14, più altre 10 turbine a Partinico (Palermo); 10 a Monreale (Palermo) e 26 turbine a Ploaghe, in provincia di Sassari. Il valore totale stimato dal pm in 154 milioni di euro in realtà è superiore, stando alle stime di mercato. L’operazione coordinata dal sostituto procuratore Maria Luisa Buono di Avellino, accende il faro sul business sporco che si nasconde dietro l’energia pulita. Vigorito ne è il campione nazionale. Presidente dell’associazione di categoria degli industriali del vento, l’Anev, ha finanziato l’Udeur e ha pagato prestazioni all’avvocato Pellegrino Mastella, figlio del segretario. Dagli anni Novanta, Vigorito batte le campagne della Daunia e dell’Irpinia, proponendo contratti di affitto ai proprietari dei terreni ventosi. Grazie ai suoi buoni agganci, comincia a fare incetta di terreni e autorizzazioni trasformando pietraie battute dal vento in miniere d’oro. L’energia eolica è finanziata generosamente, e l’abbattimento dei costi di produzione, negli ultimi anni, ha originato una bolla speculativa. L’autorizzazione per un campo vale circa 500 mila euro per megawatt. Un pacco di nulla osta per un campo da 30 megawatt passa di mano per 15 milioni di euro. II 6 agosto del 2007 il Wall Street Journal si è occupato dei campi eolici costruiti da Vigorito. Quel giorno il colosso britannico International Power li ha comprati da un misterioso fondo irlandese di nome Trinergy per un miliardo e 830 milioni di euro. E parliamo solo di una parte dei parchi eolici sviluppati nel Mezzogiorno dalla società Ivpc fondata da Vigorito, che resta proprietario di altrettanti, per un valore similare. Lo Stato italiano paga 200 euro per lo stesso megawatt che nei maggiori paesi europei vale 80. Così da noi le pale sono costruite più per afferrare i contributi che il vento. La Sicilia ne è un ottimo esempio: la rete non regge gli impianti attuali ma, invece di costruire elettrodotti, la regione regala decine di milioni a imprese che ingolfano il sistema. Vigorito e il suo rappresentante in Sicilia, Vito Nicastri, avrebbero prodotto nella domanda per i contributi pubblici “falsi contratti di locazione dei terreni su cui si sarebbero dovute istallare le turbine eoliche”, in modo da ingannare i funzionari del ministero. Inoltre, Vigorito è accusato di avere fatto figurare più volte nelle sue domande gli stessi capitali, ché, per avere i contributi, è necessario dimostrare che l’impresa mette una parte equivalente in proprio. Non a caso è indagato anche un dirigente di Centrobanca di Milano che al telefono diceva: “É tutto falso, mi sembra il mercato delle vacche, i soldi all’inizio non c’erano”. Vigorito ha tentato di scaricare tutta la responsabilità su chi aveva presentato le domande, cioè Nicastri, ma il pm Buono ha arrestato anche lui. L’imprenditore di Alcamo però ha un ruolo chiave. É il classico “sviluppatore”, una figura tutta italiana che ottiene le autorizzazioni e poi le cede a un prezzo profumato. Nei primi anni Novanta, era stato coinvolto in una storia di corruzione e ne era uscito indenne. Dopo un patteggiamento e una prescrizione, eccolo pronto per l’altra energia pulita, il vento.
Bene, ora se Vigorito volete guardarlo in faccia e vederlo parlare di persona digitate su youtube "la truffa dell'eolico", comparirà il reportage realizzato da La7 tanto ma tanto tempo fa...
ORESTE VIGORITO IL RE DELL’EOLICO FINISCE IN MANETTE
di Marco Lillo
Nessuno se n’è accorto. É il destino di Oreste Vigorito, sottovalutato sempre nel bene e nel male. Questo avvocato di Ercolano di 63 anni, ha accumulato una fortuna che ne fa certamente uno degli uomini più ricchi della Campania. Ieri è stato arrestato con l’accusa di associazione a delinquere e truffa aggravata perché avrebbe chiesto e ottenuto dallo Stato stanziamenti per 60 milioni di euro grazie alla legge 488 del 1992, sostenendo il falso nelle richieste dei contributi. La Guardia di finanza di Avellino ha sequestrato sette campi eolici siciliani e sardi che rappresentavano la nuova frontiera dell’avanzata delle sue pale, dopo l’invasione di Campania, Puglia, Basilicata e Calabria. Nell’operazione, ideata e coordinata dal colonnello Maurizio Guarino, passato alla Dia nell’agosto scorso, a Carlentini, in provincia di Siracusa, sono state sequestrate 57 turbine; a Militello val di Catania 18 pali, a Mineo (Catania) 11, a Vizzini (Catania) 30, a Camporeale (Palermo) 14, più altre 10 turbine a Partinico (Palermo); 10 a Monreale (Palermo) e 26 turbine a Ploaghe, in provincia di Sassari. Il valore totale stimato dal pm in 154 milioni di euro in realtà è superiore, stando alle stime di mercato. L’operazione coordinata dal sostituto procuratore Maria Luisa Buono di Avellino, accende il faro sul business sporco che si nasconde dietro l’energia pulita. Vigorito ne è il campione nazionale. Presidente dell’associazione di categoria degli industriali del vento, l’Anev, ha finanziato l’Udeur e ha pagato prestazioni all’avvocato Pellegrino Mastella, figlio del segretario. Dagli anni Novanta, Vigorito batte le campagne della Daunia e dell’Irpinia, proponendo contratti di affitto ai proprietari dei terreni ventosi. Grazie ai suoi buoni agganci, comincia a fare incetta di terreni e autorizzazioni trasformando pietraie battute dal vento in miniere d’oro. L’energia eolica è finanziata generosamente, e l’abbattimento dei costi di produzione, negli ultimi anni, ha originato una bolla speculativa. L’autorizzazione per un campo vale circa 500 mila euro per megawatt. Un pacco di nulla osta per un campo da 30 megawatt passa di mano per 15 milioni di euro. II 6 agosto del 2007 il Wall Street Journal si è occupato dei campi eolici costruiti da Vigorito. Quel giorno il colosso britannico International Power li ha comprati da un misterioso fondo irlandese di nome Trinergy per un miliardo e 830 milioni di euro. E parliamo solo di una parte dei parchi eolici sviluppati nel Mezzogiorno dalla società Ivpc fondata da Vigorito, che resta proprietario di altrettanti, per un valore similare. Lo Stato italiano paga 200 euro per lo stesso megawatt che nei maggiori paesi europei vale 80. Così da noi le pale sono costruite più per afferrare i contributi che il vento. La Sicilia ne è un ottimo esempio: la rete non regge gli impianti attuali ma, invece di costruire elettrodotti, la regione regala decine di milioni a imprese che ingolfano il sistema. Vigorito e il suo rappresentante in Sicilia, Vito Nicastri, avrebbero prodotto nella domanda per i contributi pubblici “falsi contratti di locazione dei terreni su cui si sarebbero dovute istallare le turbine eoliche”, in modo da ingannare i funzionari del ministero. Inoltre, Vigorito è accusato di avere fatto figurare più volte nelle sue domande gli stessi capitali, ché, per avere i contributi, è necessario dimostrare che l’impresa mette una parte equivalente in proprio. Non a caso è indagato anche un dirigente di Centrobanca di Milano che al telefono diceva: “É tutto falso, mi sembra il mercato delle vacche, i soldi all’inizio non c’erano”. Vigorito ha tentato di scaricare tutta la responsabilità su chi aveva presentato le domande, cioè Nicastri, ma il pm Buono ha arrestato anche lui. L’imprenditore di Alcamo però ha un ruolo chiave. É il classico “sviluppatore”, una figura tutta italiana che ottiene le autorizzazioni e poi le cede a un prezzo profumato. Nei primi anni Novanta, era stato coinvolto in una storia di corruzione e ne era uscito indenne. Dopo un patteggiamento e una prescrizione, eccolo pronto per l’altra energia pulita, il vento.
Bene, ora se Vigorito volete guardarlo in faccia e vederlo parlare di persona digitate su youtube "la truffa dell'eolico", comparirà il reportage realizzato da La7 tanto ma tanto tempo fa...
News I: Arrestato Vigorito, presidente dell’ANEV l’associazione dei costruttori di impianti eolici industriali
Naturalmente i grandi media fanno finta di ignorare la notizia (così si dice - chi scrive, arroccato sui monti non ha voglia né tempo di seguirli), che però ha grande rilievo INTERNAZIONALE, si tratta di cifre da capogiro, e si può paragonare soltanto alla tanto vituperata Tangentopoli (la differenza è che per ora non risultano coinvolti politici e funzionari dello stato, ma si vedrà che frutti porteranno le inchieste).
Questo dopo mesi, se non anni, di segnalazioni, da parte di Italia Nostra, di giornalisti indipendenti e non (per ultimo Pirani su Repubblica) e di tanti altri che vedevano i brutti traffici che ruotavano (al posto delle pale, fermissime per mancanza di vento) attorno alla SPECULAZIONE EOLICA (questo era il titolo della conferenza stampa indetta da CNP-Coldiretti il luglio scorso a Roma).
Speriamo che questa novità spinga i vertici delle associazioni ambientaliste (la base attiva è già da tempo con noi) a ravvedersi e rompere un'alleanza tanto nefasta e scempia - anche perché avere rapporto con i mafiosi, se la memoria non falla, è complicità e reato. I grandi impianti sono una follia, un danno irreversibile per l'ambiente e portano vantaggi e denari agli speculatori.
Speriamo pure che questa novità possa mettere una pulce nell'orecchio alla nostra giunta comunale, alla nostra amministrazione regionale: forse esistono altre possibilità di finanziare e costruire impianti eolici, piccolini, di proprietà della comunità che li deve accogliere nel suo territorio - magari si scopre pure che i soldi dei certificati verdi, nelle casse del comune, arrivano lo stesso. Vogliamo parlarne? Il comitato, fin dalla sua nascita e per statuto, è aperto al dialogo e al confronto con tutti su tutto.
lv
Questo dopo mesi, se non anni, di segnalazioni, da parte di Italia Nostra, di giornalisti indipendenti e non (per ultimo Pirani su Repubblica) e di tanti altri che vedevano i brutti traffici che ruotavano (al posto delle pale, fermissime per mancanza di vento) attorno alla SPECULAZIONE EOLICA (questo era il titolo della conferenza stampa indetta da CNP-Coldiretti il luglio scorso a Roma).
Speriamo che questa novità spinga i vertici delle associazioni ambientaliste (la base attiva è già da tempo con noi) a ravvedersi e rompere un'alleanza tanto nefasta e scempia - anche perché avere rapporto con i mafiosi, se la memoria non falla, è complicità e reato. I grandi impianti sono una follia, un danno irreversibile per l'ambiente e portano vantaggi e denari agli speculatori.
Speriamo pure che questa novità possa mettere una pulce nell'orecchio alla nostra giunta comunale, alla nostra amministrazione regionale: forse esistono altre possibilità di finanziare e costruire impianti eolici, piccolini, di proprietà della comunità che li deve accogliere nel suo territorio - magari si scopre pure che i soldi dei certificati verdi, nelle casse del comune, arrivano lo stesso. Vogliamo parlarne? Il comitato, fin dalla sua nascita e per statuto, è aperto al dialogo e al confronto con tutti su tutto.
lv
domenica 25 ottobre 2009
Ariacheta News: resoconto dalla dodicesima edizione del Cinemambiente di Torino 2009
Carissimi amici, ecco per tutti un breve resoconto, gentilmente inviatoci dallo stesso Francesco Azzini, sulla presentazione del suo documentario al festival Cinemambiente di Torino Enviromental Film Festival 2009. Le pale dell'impianto proposto a S.Godenzo incombono solo sullo sfondo, il documentario parla della situazione presente... "Noi ci siamo già", alla cui realizzazione ha partecipato ampia parte del Comitato Ariacheta, può essere richiesto a www.hulot.it, oppure a www.hzmovie.net. Se poi volete vedere alcune foto e leggere i dialoghi (sinossi?) andate alla pagina: www.hulot.it/noi_ci_siamo_gia.htm
"Noi ci siamo già" sulla famiglia Della Greta, Jimmy e Simona era in concorso nel più grande festival a tema ambientale italiano e uno dei più prestigiosi d'Europa. Il direttore del Festival Gaetano Capizzi ha aperto il concorso con "noi ci siamo già" insieme al lungometraggio finlandese "Ricette per il disastro" che ha vinto due premi del concorso. Nella serata di apertura c'erano 900 spettatori a sedere che hanno applaudito con entusiasmo i due filmati. Ambedue parlavano di famiglie ecosostenibili. La famiglia composta da Jimmy e Simona e i due figli utilizza i pannelli solari e le sinergie della natura dove vivono in armonia con essa da 27 anni, e parlano della minaccia alla loro pace rappresentata dall'eventuale costruzione dell'impianto eolico sul crinale che li sovrasta. La sera successiva il documentario passava in concorso nella sezione "documentari italiani" ed erano presenti altri 85 spettatori.
La visione del filmato è piaciuta molto e diversi spettatori il giorno dopo hanno fermato i protagonisti Jimmy e Simona per le strade di Torino. Sia il direttore Capizzi che altri spettatori hanno chiesto "come mai durava così poco" visto l'argomento trattato: gli piacerebbe vedere realizzato un lungometraggio. Sono usciti articoli sulla stampa torinese come Torino sette e sul venerdì di Repubblica.
è possibile leggere la scheda di CinemAmbiente sul film a questo indirizzo:
http://www.cinemambiente.it/film_ambiente/3929_Noi_ci_siamo_già.html
"Noi ci siamo già" sulla famiglia Della Greta, Jimmy e Simona era in concorso nel più grande festival a tema ambientale italiano e uno dei più prestigiosi d'Europa. Il direttore del Festival Gaetano Capizzi ha aperto il concorso con "noi ci siamo già" insieme al lungometraggio finlandese "Ricette per il disastro" che ha vinto due premi del concorso. Nella serata di apertura c'erano 900 spettatori a sedere che hanno applaudito con entusiasmo i due filmati. Ambedue parlavano di famiglie ecosostenibili. La famiglia composta da Jimmy e Simona e i due figli utilizza i pannelli solari e le sinergie della natura dove vivono in armonia con essa da 27 anni, e parlano della minaccia alla loro pace rappresentata dall'eventuale costruzione dell'impianto eolico sul crinale che li sovrasta. La sera successiva il documentario passava in concorso nella sezione "documentari italiani" ed erano presenti altri 85 spettatori.
La visione del filmato è piaciuta molto e diversi spettatori il giorno dopo hanno fermato i protagonisti Jimmy e Simona per le strade di Torino. Sia il direttore Capizzi che altri spettatori hanno chiesto "come mai durava così poco" visto l'argomento trattato: gli piacerebbe vedere realizzato un lungometraggio. Sono usciti articoli sulla stampa torinese come Torino sette e sul venerdì di Repubblica.
è possibile leggere la scheda di CinemAmbiente sul film a questo indirizzo:
http://www.cinemambiente.it/film_ambiente/3929_Noi_ci_siamo_già.html
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