leggiamo su www.greenreport.it del 20 settembre una notizia rincuorante, e ci chiediamo perché non dovrebbe essere possibile applicare una soluzione del genere anche a San Godenzo. Diversamente da come dice e vuol far credere l'ultimo paragrafo dell'articolo, a questo tipo di impianti il Comitato Ariacheta si è sempre dichiarato più che interessato (non sono nocivi per l'ambiente, per l'avifauna, sono direttamente controllati dalla popolazione, non richiedono sbancamenti, non vanno a foraggiare società di dubbia composizione, non creano danni alla salute ecc.ecc., a differenza dell'eolico di grande taglia o industriale). Anzi, vogliamo provare a pensarci concretamente?...
CAMPIGLIA MARITTIMA (Livorno). Si sta consolidando a Campiglia Marittima la prima esperienza nazionale di proprietà diffusa di un impianto di mini-eolico. Per la metà del prossimo mese è prevista la costituzione ufficiale della srl "fischiailvento" e le adesioni sono state aperte a chiunque voglia investire una quota di risparmi di almeno 5.000 €.
Ora i proponenti stanno lavorando sullo Statuto della srl per arrivare al rogito notarile. Le adesioni possono pervenire al coordinatore della iniziativa: sozzi.gino@alice.it La turbina sarà una Libellula 55, l'unica prodotta in Italia nello stabilimento di Prato ed interamente realizzata con componenti nazionali ( www.aria-srl.it).
Il luogo di installazione è stato individuato sul crinale della Cava di Campiglia, a circa 560 m.s.l.m. e di fronte alla costa, dove i venti, già misurati, sono intorno a 6,9 m/sec. su base annua e garantiranno la produzione di circa 160.000 KWh all'anno.
Alla tariffa omnicomprensiva di 30 c€ per KWh e detratti gli oneri assicurativi e di manutenzione l'utile lordo ante tasse si aggirerà su 45.000 €/anno.
La società Cave di Campiglia, proprietaria dell'area ha già dato la propria disponibilità a concedere, a titolo gratuito, il piccolo fazzoletto di terreno necessario alla installazione.
Il Comune di Campiglia è uno dei pochi, in Toscana, che consente l'installazione di mini-eolico senza frapporre ostacoli ed applicando pienamente la legislazione nazionale e regionali. Altrove una iniziativa di questo tipo non sarebbe stata possibile.
Il gruppo di cittadini che ha iniziato il percorso spera di avere un numero sufficiente di adesioni per coprire l'intera spesa di installazione che si aggira su 200.000 €. e quindi arrivare a 40 - 45 sottoscrittori. Questo numero corrisponde non solo alla copertura finanziaria dell'impresa, ma anche, se si considera che 45 famiglie sono circa 135 persone, ai fabbisogni elettrici per uso domestico di tutte le famiglie aderenti.
Insomma ci saranno 45 famiglie che si staccano dal petrolio per l'energia elettrica, guadagnandoci pure. E' il concetto della sussidiarietà, dell'uso secondo del panorama poiché si installa su una cava, della socializzazione della green economy. Insomma se si volesse fare il bilancio ideologico si farebbe il pieno.
Ovviamente ci sono i contrari, come succede sempre quando si parla di fonti rinnovabili, in questa Italia del declino.
mercoledì 22 settembre 2010
martedì 21 settembre 2010
Se lo dice TREMONTI ci crederanno?
Mentre in tutt’italia si moltiplicano i procedimenti in corso per gli affari mafiosi, e in regioni come Molise e Basilicata, ma anche nella Toscana meridionale, la sollevazione popolare dei comitati contro impianti già costruiti e da costruire sono all’ordine del giorno (anche se accortamente taciuta dai media nazionali), ecco che in Mugello tutto tace – ma sappiamo benissimo che c’è chi lavora alacremente per scempiare il nostro territorio, e rovinare per sempre quel poco che ancora si salvava: le aree montane e di crinale. Se costruiranno gli impianti eolici industriali potremo dire addio al turismo e all’agriturismo, al reinsediamento, al recupero dei poderi abbandonati, alla tanto sbandierata sostenibilità in genere, e la montagna diventerà un’area industriale morta e abbandonata da uomini e animali. Con tanta e bella complicità delle nostre amministrazioni.
Per fortuna in tutto questo silenzio ci confortano le dichiarazioni del nostro Ministro per l’economia (fonte: Corriere della sera)
a Cortina d’Ampezzo Tremonti mette in guardia da soluzioni che sembrano facili. Come quella dell’eolico: una «balla», anzi peggio, «uno degli affari di corruzione più grandi» d’Italia. La prova? Semplice, dice il ministro, «vi siete mai chiesti perché in Italia non ci sono i mulini a vento?». Quello dell’eolico è un business ideato da organizzazioni corrotte che vogliono speculare e di cui noi non abbiamo certo la quota di maggioranza.
Per fortuna in tutto questo silenzio ci confortano le dichiarazioni del nostro Ministro per l’economia (fonte: Corriere della sera)
a Cortina d’Ampezzo Tremonti mette in guardia da soluzioni che sembrano facili. Come quella dell’eolico: una «balla», anzi peggio, «uno degli affari di corruzione più grandi» d’Italia. La prova? Semplice, dice il ministro, «vi siete mai chiesti perché in Italia non ci sono i mulini a vento?». Quello dell’eolico è un business ideato da organizzazioni corrotte che vogliono speculare e di cui noi non abbiamo certo la quota di maggioranza.
mercoledì 28 luglio 2010
I danni dell'eolico industriale alla salute: parla il dr. Miserotti pres. dell'Ordine dei Medici di Piacenza
Cari amici dell'Ariacheta,
vi consigliamo di ascoltare e far ascoltare l'intervento del dr. Miserotti, presidente dell'Ordine dei medici di Piacenza, che in una serata pubblica ha per primo in Italia chiaramente spiegato quali sono i gravi danni alla salute dell'uomo prodotti dagli impianti eolici.
D'ora in poi non si potrà più dire nemmeno qui da noi (come da tempo non si può più dire all'estero) che i grandi impianti eolici non fanno male alla salute di chi si trova costretto ad abitarci vicino. E se qualcuno ci provasse abbiamo di che tappargli la bocca.
Un grazie agli amici del Comitato Monte dei Cucchi, che hanno curato la messa online.
si prega darne larga diffusione.
Ecco i 2 link (l'intervento è diviso in due parti):
www.youtube.com/watch?v=Wly8HJKII1U
www.youtube.com/watch?v=kvHPW350_FQ&feature=related
vi consigliamo di ascoltare e far ascoltare l'intervento del dr. Miserotti, presidente dell'Ordine dei medici di Piacenza, che in una serata pubblica ha per primo in Italia chiaramente spiegato quali sono i gravi danni alla salute dell'uomo prodotti dagli impianti eolici.
D'ora in poi non si potrà più dire nemmeno qui da noi (come da tempo non si può più dire all'estero) che i grandi impianti eolici non fanno male alla salute di chi si trova costretto ad abitarci vicino. E se qualcuno ci provasse abbiamo di che tappargli la bocca.
Un grazie agli amici del Comitato Monte dei Cucchi, che hanno curato la messa online.
si prega darne larga diffusione.
Ecco i 2 link (l'intervento è diviso in due parti):
www.youtube.com/watch?v=Wly8HJKII1U
www.youtube.com/watch?v=kvHPW350_FQ&feature=related
domenica 25 luglio 2010
Siamo arrivati a Forlì
Così intitola una lettera circolare Alberto Cuppini, amico dell'Ariacheta, che bene descrive l'ambiente in cui si muove l'industria eolica italiana. Ci è piaciuta, soprattutto perché non cerca soluzioni accomodanti. Eccovela in versione integrale.
E così siamo giunti alla graziosa cittadina romagnola dove alcuni di voi risiedono:
www.inviatospeciale.com
www.romagnaoggi.it/forli/2010/7/23
Ora bisogna solo attendere che le forze dell'ordine e un magistrato (basta uno solo) decida di agire con la medesima determinazione nei confronti delle "insospettabili figure che si muovono attraversando spesso il confine tra la legalità e l'illegalità senza aver mai subito un'inchiesta, un'intercettazione.":
www.legnostorto.com
Credo che il redattore dello scritto faccia velato riferimento, in particolare, alla organizzazione ambientalista italiana che vanta (ancora per poco) il maggior numero di iscritti ed i cui dirigenti nazionali hanno smarrito, in questa vicenda, il senso del pudore.
Ormai il trucco dell'eolico industriale è stato rivelato appieno ed i suoi meccanismi sufficientemente chiariti:
www.ilmessaggero.it
Il "sistema" individuato dai carabinieri del Nucleo investigativo di Roma (e che alcuni di noi avevano dedotto senza bisogno di nessuno strumento investigativo) si può attagliare perfettamente anche a tutte le altre realtà dove, improvvisamente, uomini politici ed ambientalisti hanno deciso di devastare quello stesso territorio che avrebbero dovuto proteggere, con la sola, improbabilissima, scusa dell'energia "pulita".
Qui di pulito, come sospettavamo, non c'è proprio niente. Siamo anzi immersi nella più immonda lordura.
Dovrà essere nostro compito sollecitare Magistratura e forze dell'ordine ad indagare in questa direzione nei casi a noi più vicini e che più ci lasciano perplessi, per scoprire quelle "trame di squallide consorterie" a cui ha fatto riferimento il Presidente della Repubblica nel suo discorso di oggi. Senza trascurare i santuari buonisti. Qui non devono esistere santuari: il politicamente corretto non mette certo al riparo dalla violazione delle norme amministrative e penali. Tutta una serie di comportamenti che chi mi legge ha fronteggiato e combattuto in questi ultimi anni merita "un'inchiesta, un'intercettazione".
Lo stesso Ministro dell'economia ha esplicitamente individuato nell'eolico industriale il motore primo della questione morale italiana per la quale "molti governi locali si sono clonati e derivati in galassie societarie parallele":
www.repubblica.it/politica/2010/07/18
Anche qualcuna tra le grandi associazioni ambientaliste, mi permetto di aggiungere, ha costituito, se non galassie parallele, almeno holding finanziarie per lo sfruttamento del business delle energie rinnovabili. Che quest'anno ammonterà, nelle recenti parole del Presidente dell'Autorità per l'energia, a 3 miliardi di euro, con una progressione aritmetica, negli ultimi due anni, di un miliardo all'anno e questo fino al... Non al 2020, quando si dice che questo sistema voluto dall'Unione europea andrà a regime, ma solo (solo...) fino alla imminente esplosione della bolla speculativa della "green economy" italiana, nella vergogna dei suoi ideatori e nel loro conseguente, e meritato, castigo.
Vorrei pregare tutti voi di evitare malintese solidarietà: i fatti in questione sono di una gravità inaudita e mai come in questo caso la parola "inaudita" deve essere intesa in senso letterale.
Cordiali saluti.
Alberto Cuppini
E così siamo giunti alla graziosa cittadina romagnola dove alcuni di voi risiedono:
www.inviatospeciale.com
www.romagnaoggi.it/forli/2010/7/23
Ora bisogna solo attendere che le forze dell'ordine e un magistrato (basta uno solo) decida di agire con la medesima determinazione nei confronti delle "insospettabili figure che si muovono attraversando spesso il confine tra la legalità e l'illegalità senza aver mai subito un'inchiesta, un'intercettazione.":
www.legnostorto.com
Credo che il redattore dello scritto faccia velato riferimento, in particolare, alla organizzazione ambientalista italiana che vanta (ancora per poco) il maggior numero di iscritti ed i cui dirigenti nazionali hanno smarrito, in questa vicenda, il senso del pudore.
Ormai il trucco dell'eolico industriale è stato rivelato appieno ed i suoi meccanismi sufficientemente chiariti:
www.ilmessaggero.it
Il "sistema" individuato dai carabinieri del Nucleo investigativo di Roma (e che alcuni di noi avevano dedotto senza bisogno di nessuno strumento investigativo) si può attagliare perfettamente anche a tutte le altre realtà dove, improvvisamente, uomini politici ed ambientalisti hanno deciso di devastare quello stesso territorio che avrebbero dovuto proteggere, con la sola, improbabilissima, scusa dell'energia "pulita".
Qui di pulito, come sospettavamo, non c'è proprio niente. Siamo anzi immersi nella più immonda lordura.
Dovrà essere nostro compito sollecitare Magistratura e forze dell'ordine ad indagare in questa direzione nei casi a noi più vicini e che più ci lasciano perplessi, per scoprire quelle "trame di squallide consorterie" a cui ha fatto riferimento il Presidente della Repubblica nel suo discorso di oggi. Senza trascurare i santuari buonisti. Qui non devono esistere santuari: il politicamente corretto non mette certo al riparo dalla violazione delle norme amministrative e penali. Tutta una serie di comportamenti che chi mi legge ha fronteggiato e combattuto in questi ultimi anni merita "un'inchiesta, un'intercettazione".
Lo stesso Ministro dell'economia ha esplicitamente individuato nell'eolico industriale il motore primo della questione morale italiana per la quale "molti governi locali si sono clonati e derivati in galassie societarie parallele":
www.repubblica.it/politica/2010/07/18
Anche qualcuna tra le grandi associazioni ambientaliste, mi permetto di aggiungere, ha costituito, se non galassie parallele, almeno holding finanziarie per lo sfruttamento del business delle energie rinnovabili. Che quest'anno ammonterà, nelle recenti parole del Presidente dell'Autorità per l'energia, a 3 miliardi di euro, con una progressione aritmetica, negli ultimi due anni, di un miliardo all'anno e questo fino al... Non al 2020, quando si dice che questo sistema voluto dall'Unione europea andrà a regime, ma solo (solo...) fino alla imminente esplosione della bolla speculativa della "green economy" italiana, nella vergogna dei suoi ideatori e nel loro conseguente, e meritato, castigo.
Vorrei pregare tutti voi di evitare malintese solidarietà: i fatti in questione sono di una gravità inaudita e mai come in questo caso la parola "inaudita" deve essere intesa in senso letterale.
Cordiali saluti.
Alberto Cuppini
giovedì 24 giugno 2010
Articolo del Carlino su Risoluzione Alessandri e Ariacheta
Risoluzione Alessandri, pres. della Commissione Ambiente della Camera: tutto il testo
Come commenta in una mail l'amico Cuppini, del Comitato del Monte dei Cucchi, la risoluzione Alessandri sugli impianti eolico-industriali è solo il primo passo di un percorso legislativo che si preannuncia lungo e tormentato e non ha, allo stato attuale, la minima cogenza. Ma rimane un grande passo, e riteniamo quindi importante offrirla a tutti in lettura per intero, perché acquisisce praticamenete tutti punti fondamentali su cui, comitati e associazioni, ci battiamo da tempo per denunciare lo scempio e la speculazione eolica. Il testo diventa leggibile cliccando sull'immagine.
Fate girare grazie.




Fate girare grazie.




venerdì 11 giugno 2010
Aggiornamenti e news
Per rispondere alle CRETINATE che in questi giorni si sprecano da parte della stampa fiancheggiatrice, in vista dell’ormai prossima “Giornata del vento” annualmente promossa dai fautori dell’eolico industriale, ANEV in testa, pubblichiamo una serie di 4 documenti e testi che si commenterebbero pure da soli.
1)
Sulle cagnare suscitare dal decreto Tremonti preferiamo stendere un velo pietoso. Ci preme invece farvi leggere una lettera di Annibale Salsa, presidente Generale del CAI (il venerando Club Alpino Italiano, per chi avesse dimenticato cos’è), istituzione superpartes e autorevole. Si tratta di una presa di posizione netta e inequivocabile, di un documento serio e scarno sull’intera questione che si sta dibattendo in questi gioni. Altrettanto significativi sono gli allegati - cliccate sull’immagine, si ingrandirà permettendovi di leggerla.




2)
il 31 maggio abbiamo ricevuto la seguente mail:
Subject: HO RAGGIUNTO IL CULMINE !
Ieri ero nell'orto a lavorare, saranno state le 11, mi è scoppiato un improvviso mal di testa accompagnato da vertigini diffuse con conseguente perdita dei sensi per circa un paio di minuti, quindi mi sono ritrovato a terra. Mia moglie ha chiamato il 118 che mi ha portato all'ospedale di Loiano.
Mi è stata iniettata una flebo di DIAZEPAN E PERFALGAN e mi è stato fatto un elettrocardiogramma.
Mi hanno tenuto in osservazione per circa 5 ore, mi hanno dimesso ma mi hanno PROIBITO di tornare a casa, così mia mogli mi ha portato da degli amici.
Mentre vi scrivo le pale girano cattive come non mai.
Ciao a tutti.
Piero Romanelli
Ndr. Piero ora sta abbastanza bene, beninteso finché resta lontano da casa o le pale non girano. Vi ricordiamo che su youtube, cercando “Eolico insostenibile” potrete vedere l’intervista che abbiamo realizzato nel giugno scorso.
È molto rincuorante a questo proposito (e siamo sicuri che Piero ne sta traendo grande giovamento) leggere l’articolo pubblicato dal GreenReport il 9 giugno e titolato “Eolico, chi vive vicino alle pale le apprezza” che commenta con un monte di scempiaggini i dati raccolti da un sondaggio tendenzioso (se ne accorge anche uno sprovveduto) commissionato da AperGrandEolico. Se credete di riuscire a riderne, il link è:
“Eolico, chi vive vicino alle pale le apprezza”
3)
Oggi poi abbiamo ricevuto da Mariarita Signorini, membro del gruppo di lavoro energia del Consiglio nazionale d'Italia Nostra, una replica scritta in risposta a un vergognoso articolo pubblicato (sempre) da GreenReport il 9 giugno, a firma di Ali Rahimian. La redazione di GreenReport ha informato Signorini che non può pubblicare la sua risposta perché l’articolo che la diffamava era un’inserzione a pagamento (tutto il mewsmagazine GreenReport è un’unica congerie di inserzioni a pagamento - che però si presentano sotto le mendaci spoglie di articoli firmati da giornalisti). Ecco il testo rifiutato:
In qualità di membro del gruppo di lavoro energia del Consiglio nazionale d'Italia Nostra e in particolare di responsabile per l'energia eolica intendo anch'io rispondere all'intervento del Presidente della Società Euroepan Wind Farms Italy e parco eolico Monte Vitalba, dato che tale scritto dalle pagine di Greenreport del 9 giugno (che riporto in calce) si rivolge espressamente a me, e all'associazione che rappresento.
Fonti energetiche rinnovabili ed efficienza sono un binomio inscindibile, che garantisce una concreta sostenibilità delle impiantistiche a qualsiasi livello di potenza realizzabile.
Concetto ribadito da autorevoli documenti che focalizzano la stretta relazione tra le due componenti e convalidano gli obiettivi raggiungibili con questa sinergia.
In questa ottica la tecnologia eolica non si può sottrarre ad una attenta valutazione sulla reale efficienza ottenuta e ottenibile. Oltre al GSE, persino il "Wind Power Barometer - EurObserv'er", ha evidenziato la scarsa produzione elettrica da eolico in Italia, in rapporto alla potenza installata.
Criticità che da diversi anni Italia Nostra, ed altre associazioni ambienaliste nazionali e regionali, denunciano come insuperabile, in quanto strutturalmente connessa alla situazione geografica italiana e alle conseguenti caratteristiche anemometriche scarsamente vocate all'uso della tecnologia eolica.
Le statistiche al 2009 sono esplicite : media delle ore equivalenti/anno pari a solo 1.255. Ossia il 37% in meno di quella soglia delle 2.000 ore ovunque riconosciuta come discriminante sul piano della convenienza economica di questi impianti. In altre parole un funzionamento continuato alla massima potenza di solo 52 giorni/anno, nemmeno 2 mesi!
Ritornando al concetto dell'efficienza, non si può fare a meno di segnalare l'assoluta inconsistenza della produzione eolica italiana. Le 1.255 ore corrispondono ad una efficienza di circa il 14%. Siamo ai livelli degli impianti fotovoltaici attuali.
Per tornare allo specifico delle centrali eoliche progettate da European Windfarm in Toscana, ad Ali Rahimian ricordiamo che:
1) il consumo di territorio va inteso per tutte le infrastrtture necessarie alla creazione di una fabbrica industriale qual'è quella eolica, costruzione di nuove strade, scassi per interramento cavi, centraline elettriche , basi per orri anche della profondità di 30 metri, disboscamenti ecc..
:Un impianto base formato da 10 torri “consuma” circa 20 ettari (2 ettari a torre) mentre ad esempio una centrale a gas da 400 MW occupa 5 ettari, per produrre l’equivalente di 400 MW da eolico è necessario occuparne 3.560 di ettari a fronte dei 5 della predetta centrale, questo tanto per citare dati comparativi della presidente degli Amici della Terra, Rosa Filippini (convegno di Palermo 27/28 marzo 2009). Dunque i 150 Mw per le colline pisane produrranno la stessa quantità di elettricità di 30 Mw termici che funzionino a pieno regime.
2) una torre eolica ha una potenza acustica massima al generatore che supera i 100db: questo si traduce nella necessità da parte dei Comuni (tramite Variante votata in Consiglio) di cambiare la zonizzazione acustica della zona portandola da classe di zona agricola a classe di zona industriale e di prevedere ampie zone cuscinetto dove la zonizzazione cambia rispetto a quella tipica delle aree agricole.
3) Se le torri eoliche fossero davvero così silenziose perché l'Ufficio VIA della Regione Toscana ha imposto che due torri del progetto di Riparbella siano spente di notte? Così producono ancor meno del poco che produrrebbero se fossero in funzione 24 h!
4) Aspettiamo tuttora dal signor Rahimian risposte sul socio di maggioranza della sua società la Eurotrust s.a. società in fallimento e sospesa dalla quotazione al London Stock Exchange, chi sono questi signori e perché sono falliti? Si vuole far pagare il costo di operazioni poco chiare alla collettività italiana che paga gli incentivi che per esempio il Sig. Rahimian ha incassato e incasserà prima in conto capitale per la sua centrale del Monte Vitalba e poi tramite il meccanismo indiretto dei Certificati Verdi.
Italia Nostra dice no all' uso ambientalmente, paesaggisticamente, economicamente insostenibile di una tecnologia sviluppata per obiettivi ben diversi dalla produzione industriale; sistema che mira unicamente ad incentivi, finanziamenti diretti o indiretti, speculazioni illecite, società di comodo, e comunque a far cassa sulle spalle dell'utenza.
Cordiali saluti
Mariarita Signorini
Ndr. Segue qui sotto l’articolo del Rahimian, pubblicato tal quale da GreenReport il 9 giugno 2010. Trattandosi del presidente di una società in grado di muovere svariati milioni di euro, chi scrive si perita fargli notare che potrebbe investire, oltre a quanto speso per pagare gli spazi “pubblicitari” del giornale, qualche decina di euro in più in comunicazione, per retribuire anche un pur mediocre correttore dei suoi scritti. Per il rispetto dovuto al lettore, s’intende.
Progetti eolici in toscana, risposta all'affermazione di Italia Nostra
In qualità di Presidente della Società "Euroepan Wind Farms Italy e parco eolico Monte Vitalba, ritengo opportuno fare chiarezza rispetto alle molte inesattezze affermate negli articoli e negli interventi pubblicati nelle settimane scorse, anche a firma della responsabilità di Italia Nostra Maria Rita Signorini, che nocciono all'ambiente, ledono il diritto a un'informazione corretta e onestae sono strumentali solo ad accrescere inutili e sterili polemiche.
Non è assolutamente vero che un palo eolico occupa 2 ha di terreno, non è vero che il movimento delle pale produce 110 decibel di rumore, non è vero che uccide gli uccelli, non è vero che non c'e vento. Vediamo qual è la verità.
Un palo eolico occupa un'area di 15m x 15m di fondazione (cioè appena il 2% di quanto affermato dalla Signorini) . 110 decibel di rumore corrispondono a un concerto rock, armi di fuoco oppure al rumore di una metropolitana. Il nostro parco eolico nel comune di Chianni a distanza di 2-5 metri genera un rumore di 55 decibel, che corrisponde al rumore di un ambiente domistico. A distanza di 300m si limita a 30-40 decibel, che è uguale al "rumore" d'ambiente di una biblioteca.
Dopo 6 anni di rilevazioni anemometriche in Toscana seri studi scientifici e tecnici, possiamo affermare che in Toscana il vento c'è, così come in Italia: Escludendo le aree sottoposte a vincolo E solo per l'eolico a terra, la potenzialità della Toscana è di circa 900 MW. Resta la disponibilità politica e la verifica di sostenibilità territoriale, per definire fino a che livello di produzione da energia rinnovabile si può arrivare e, in Toscana, il Piano Indirizzo Energetico Regionale lo ha definito.
Non posso esprimermi sul progetti eolici costruiti dagli altri impresi in Toscana, ma posso dimostrare che il nostro parco eolico nel comune di Chianni dalla messa in esercizio, dal gennaio 2007 finora, ha sempre avuto produzione superiore di 2.100 ore/anno, equivalente alla produzione dei migliori siti eolici a livello europei.
Dopo 5 anni di lavoro intenso per lo sviluppo dell'eolico in Toscana è riuscita a ottenere autorizzazione per la costruzione di 4 progetti eolici in Toscana. Per tutti i siti abbiamo rilevazioni anemometriche di 3-4 anni, che evidenziano ottima ventosita e fattibilità produtiva. Il primo di questi quattro cantieri è già stato aperto nel comune di Firenzuola (FI) ed entro luglio 2010 apriremo gli altri 3 cantieri previsti nella provincia di Pisa.
Avendo più di 20 anni di esperienza nel eolico sia come ingegnere specializzato, che come esperto in management e gestione finanziaria, posso anche affermare che un impianto eolico ha una vita fisica certificata di 20-25 anni, chiaramente esercitando sempre la manutenzione appropriata e necessaria. Non è assolutamente vero che sia necessaria la sostituzione delle parti principali degli aerogeneratori per difetti e/o guasti. In Danimarca e in Germania sono in funzione ancora impianti con più di 20/25 anni di vita. Ma è vero che si può decidere di sostituire un impianto eolico dopo una dozzina di anni, avendo la disponibilità di una tecnologia più efficace e competitiva (così come si cambia un computer vecchio di qualche anno).
Dal punto di vista della produzione di energia elettrica ogni singolo aerogeneratore da 2 MW di potenza installata può produrre energia per il fabbisogno di ca. 1000-1300 famiglie all'anno. Per quanto riguarda i tempi di ammortamento del capitale esposto per la realizzazione di un parco eolico il calcolo non è così semplice e semplicistico come, per esempio, Italia Nostra proclama. Vanno considerate voci come il costo del mutuo, gli impegni economico-finanziari verso il Comune e i proprietari dei terreni, ICI, il costo di gestione, servizio e manutenzione e, infine, le tasse. Comunque possiamo parlare di circa 10-12 anni di tempo per il ritorno dell'investimento.
E, infine, affrontiamo la questione relativa agli incentivi dovuti a chi produce energia da fonti rinnovabili: i certificati verdi. In altri paesi europei lo stato tassa chi produce energia da fonte convenzionale ma non chi produce energia pulita, basandosi sul principio " chi inquina paga". In Italia, invece, chi inquina continuando a produrre energia da fonti fossili non paga e chi produce energia da fonte energetica rinnovabile riceve incentivi.
Mentre in Italia si chiacchiera e ci si disinforma, il resto del mondo sta investendo nell'eolico. Questo è un segno positivo di vitalità del settore e delle scelte operate in molte parti del mondo Con l'eolico in Spagna si fa il 32% del fabbisogno nazionale, in Danimarca il 23%, in Germania il 18%, con l'obbiettivo di arrivare fino al 50% entro il 2020.
Ali Rahimian
4)
Infine, permettete a chi scrive il sollievo di togliersi un fastidioso sassolino dalla scarpa. Una nota d’agenzia riferisce come, in merito all’art. 45 del decreto Tremonti, il presidente di Asso Energie Future Massimo Daniele Sapienza nei giorni scorsi abbia dichiarato: «tutti gli sforzi fatti dal Paese per arrivare a produrre un quarto di energia verde sul totale dell'elettricita' ora sono nulli»(AGI). Il povero idiota che da più di un anno dedica il suo tempo libero ad aggiornare questo sito, e che di tasca sua sta sborsando 20.000 euro per costruire una tettoia fotovoltaica sul proprio terreno, apprende così dalla profumata bocca di tanto Sapienza che il proprio sforzo (comprendente un’epica dose di autocontrollo, visto che i pannelli già acquistati da un anno sono ancora in cantina, causa odisseiche lungaggini burocratiche), non serve a nulla, proprio come non contano gli sforzi delle migliaia di italiani che ugualmente cercano di dare un contributo personale alla questione “energie alternative”, senza sventrare montagne, sterminare volatili e speculare su energie aleatorie. No, visto che non abbiamo accesso all’acquisto automatico delle quote eccedenti dei certificati verdi, noi non siamo Paese.
LV
1)
Sulle cagnare suscitare dal decreto Tremonti preferiamo stendere un velo pietoso. Ci preme invece farvi leggere una lettera di Annibale Salsa, presidente Generale del CAI (il venerando Club Alpino Italiano, per chi avesse dimenticato cos’è), istituzione superpartes e autorevole. Si tratta di una presa di posizione netta e inequivocabile, di un documento serio e scarno sull’intera questione che si sta dibattendo in questi gioni. Altrettanto significativi sono gli allegati - cliccate sull’immagine, si ingrandirà permettendovi di leggerla.




2)
il 31 maggio abbiamo ricevuto la seguente mail:
Subject: HO RAGGIUNTO IL CULMINE !
Ieri ero nell'orto a lavorare, saranno state le 11, mi è scoppiato un improvviso mal di testa accompagnato da vertigini diffuse con conseguente perdita dei sensi per circa un paio di minuti, quindi mi sono ritrovato a terra. Mia moglie ha chiamato il 118 che mi ha portato all'ospedale di Loiano.
Mi è stata iniettata una flebo di DIAZEPAN E PERFALGAN e mi è stato fatto un elettrocardiogramma.
Mi hanno tenuto in osservazione per circa 5 ore, mi hanno dimesso ma mi hanno PROIBITO di tornare a casa, così mia mogli mi ha portato da degli amici.
Mentre vi scrivo le pale girano cattive come non mai.
Ciao a tutti.
Piero Romanelli
Ndr. Piero ora sta abbastanza bene, beninteso finché resta lontano da casa o le pale non girano. Vi ricordiamo che su youtube, cercando “Eolico insostenibile” potrete vedere l’intervista che abbiamo realizzato nel giugno scorso.
È molto rincuorante a questo proposito (e siamo sicuri che Piero ne sta traendo grande giovamento) leggere l’articolo pubblicato dal GreenReport il 9 giugno e titolato “Eolico, chi vive vicino alle pale le apprezza” che commenta con un monte di scempiaggini i dati raccolti da un sondaggio tendenzioso (se ne accorge anche uno sprovveduto) commissionato da AperGrandEolico. Se credete di riuscire a riderne, il link è:
“Eolico, chi vive vicino alle pale le apprezza”
3)
Oggi poi abbiamo ricevuto da Mariarita Signorini, membro del gruppo di lavoro energia del Consiglio nazionale d'Italia Nostra, una replica scritta in risposta a un vergognoso articolo pubblicato (sempre) da GreenReport il 9 giugno, a firma di Ali Rahimian. La redazione di GreenReport ha informato Signorini che non può pubblicare la sua risposta perché l’articolo che la diffamava era un’inserzione a pagamento (tutto il mewsmagazine GreenReport è un’unica congerie di inserzioni a pagamento - che però si presentano sotto le mendaci spoglie di articoli firmati da giornalisti). Ecco il testo rifiutato:
In qualità di membro del gruppo di lavoro energia del Consiglio nazionale d'Italia Nostra e in particolare di responsabile per l'energia eolica intendo anch'io rispondere all'intervento del Presidente della Società Euroepan Wind Farms Italy e parco eolico Monte Vitalba, dato che tale scritto dalle pagine di Greenreport del 9 giugno (che riporto in calce) si rivolge espressamente a me, e all'associazione che rappresento.
Fonti energetiche rinnovabili ed efficienza sono un binomio inscindibile, che garantisce una concreta sostenibilità delle impiantistiche a qualsiasi livello di potenza realizzabile.
Concetto ribadito da autorevoli documenti che focalizzano la stretta relazione tra le due componenti e convalidano gli obiettivi raggiungibili con questa sinergia.
In questa ottica la tecnologia eolica non si può sottrarre ad una attenta valutazione sulla reale efficienza ottenuta e ottenibile. Oltre al GSE, persino il "Wind Power Barometer - EurObserv'er", ha evidenziato la scarsa produzione elettrica da eolico in Italia, in rapporto alla potenza installata.
Criticità che da diversi anni Italia Nostra, ed altre associazioni ambienaliste nazionali e regionali, denunciano come insuperabile, in quanto strutturalmente connessa alla situazione geografica italiana e alle conseguenti caratteristiche anemometriche scarsamente vocate all'uso della tecnologia eolica.
Le statistiche al 2009 sono esplicite : media delle ore equivalenti/anno pari a solo 1.255. Ossia il 37% in meno di quella soglia delle 2.000 ore ovunque riconosciuta come discriminante sul piano della convenienza economica di questi impianti. In altre parole un funzionamento continuato alla massima potenza di solo 52 giorni/anno, nemmeno 2 mesi!
Ritornando al concetto dell'efficienza, non si può fare a meno di segnalare l'assoluta inconsistenza della produzione eolica italiana. Le 1.255 ore corrispondono ad una efficienza di circa il 14%. Siamo ai livelli degli impianti fotovoltaici attuali.
Per tornare allo specifico delle centrali eoliche progettate da European Windfarm in Toscana, ad Ali Rahimian ricordiamo che:
1) il consumo di territorio va inteso per tutte le infrastrtture necessarie alla creazione di una fabbrica industriale qual'è quella eolica, costruzione di nuove strade, scassi per interramento cavi, centraline elettriche , basi per orri anche della profondità di 30 metri, disboscamenti ecc..
:Un impianto base formato da 10 torri “consuma” circa 20 ettari (2 ettari a torre) mentre ad esempio una centrale a gas da 400 MW occupa 5 ettari, per produrre l’equivalente di 400 MW da eolico è necessario occuparne 3.560 di ettari a fronte dei 5 della predetta centrale, questo tanto per citare dati comparativi della presidente degli Amici della Terra, Rosa Filippini (convegno di Palermo 27/28 marzo 2009). Dunque i 150 Mw per le colline pisane produrranno la stessa quantità di elettricità di 30 Mw termici che funzionino a pieno regime.
2) una torre eolica ha una potenza acustica massima al generatore che supera i 100db: questo si traduce nella necessità da parte dei Comuni (tramite Variante votata in Consiglio) di cambiare la zonizzazione acustica della zona portandola da classe di zona agricola a classe di zona industriale e di prevedere ampie zone cuscinetto dove la zonizzazione cambia rispetto a quella tipica delle aree agricole.
3) Se le torri eoliche fossero davvero così silenziose perché l'Ufficio VIA della Regione Toscana ha imposto che due torri del progetto di Riparbella siano spente di notte? Così producono ancor meno del poco che produrrebbero se fossero in funzione 24 h!
4) Aspettiamo tuttora dal signor Rahimian risposte sul socio di maggioranza della sua società la Eurotrust s.a. società in fallimento e sospesa dalla quotazione al London Stock Exchange, chi sono questi signori e perché sono falliti? Si vuole far pagare il costo di operazioni poco chiare alla collettività italiana che paga gli incentivi che per esempio il Sig. Rahimian ha incassato e incasserà prima in conto capitale per la sua centrale del Monte Vitalba e poi tramite il meccanismo indiretto dei Certificati Verdi.
Italia Nostra dice no all' uso ambientalmente, paesaggisticamente, economicamente insostenibile di una tecnologia sviluppata per obiettivi ben diversi dalla produzione industriale; sistema che mira unicamente ad incentivi, finanziamenti diretti o indiretti, speculazioni illecite, società di comodo, e comunque a far cassa sulle spalle dell'utenza.
Cordiali saluti
Mariarita Signorini
Ndr. Segue qui sotto l’articolo del Rahimian, pubblicato tal quale da GreenReport il 9 giugno 2010. Trattandosi del presidente di una società in grado di muovere svariati milioni di euro, chi scrive si perita fargli notare che potrebbe investire, oltre a quanto speso per pagare gli spazi “pubblicitari” del giornale, qualche decina di euro in più in comunicazione, per retribuire anche un pur mediocre correttore dei suoi scritti. Per il rispetto dovuto al lettore, s’intende.
Progetti eolici in toscana, risposta all'affermazione di Italia Nostra
In qualità di Presidente della Società "Euroepan Wind Farms Italy e parco eolico Monte Vitalba, ritengo opportuno fare chiarezza rispetto alle molte inesattezze affermate negli articoli e negli interventi pubblicati nelle settimane scorse, anche a firma della responsabilità di Italia Nostra Maria Rita Signorini, che nocciono all'ambiente, ledono il diritto a un'informazione corretta e onestae sono strumentali solo ad accrescere inutili e sterili polemiche.
Non è assolutamente vero che un palo eolico occupa 2 ha di terreno, non è vero che il movimento delle pale produce 110 decibel di rumore, non è vero che uccide gli uccelli, non è vero che non c'e vento. Vediamo qual è la verità.
Un palo eolico occupa un'area di 15m x 15m di fondazione (cioè appena il 2% di quanto affermato dalla Signorini) . 110 decibel di rumore corrispondono a un concerto rock, armi di fuoco oppure al rumore di una metropolitana. Il nostro parco eolico nel comune di Chianni a distanza di 2-5 metri genera un rumore di 55 decibel, che corrisponde al rumore di un ambiente domistico. A distanza di 300m si limita a 30-40 decibel, che è uguale al "rumore" d'ambiente di una biblioteca.
Dopo 6 anni di rilevazioni anemometriche in Toscana seri studi scientifici e tecnici, possiamo affermare che in Toscana il vento c'è, così come in Italia: Escludendo le aree sottoposte a vincolo E solo per l'eolico a terra, la potenzialità della Toscana è di circa 900 MW. Resta la disponibilità politica e la verifica di sostenibilità territoriale, per definire fino a che livello di produzione da energia rinnovabile si può arrivare e, in Toscana, il Piano Indirizzo Energetico Regionale lo ha definito.
Non posso esprimermi sul progetti eolici costruiti dagli altri impresi in Toscana, ma posso dimostrare che il nostro parco eolico nel comune di Chianni dalla messa in esercizio, dal gennaio 2007 finora, ha sempre avuto produzione superiore di 2.100 ore/anno, equivalente alla produzione dei migliori siti eolici a livello europei.
Dopo 5 anni di lavoro intenso per lo sviluppo dell'eolico in Toscana è riuscita a ottenere autorizzazione per la costruzione di 4 progetti eolici in Toscana. Per tutti i siti abbiamo rilevazioni anemometriche di 3-4 anni, che evidenziano ottima ventosita e fattibilità produtiva. Il primo di questi quattro cantieri è già stato aperto nel comune di Firenzuola (FI) ed entro luglio 2010 apriremo gli altri 3 cantieri previsti nella provincia di Pisa.
Avendo più di 20 anni di esperienza nel eolico sia come ingegnere specializzato, che come esperto in management e gestione finanziaria, posso anche affermare che un impianto eolico ha una vita fisica certificata di 20-25 anni, chiaramente esercitando sempre la manutenzione appropriata e necessaria. Non è assolutamente vero che sia necessaria la sostituzione delle parti principali degli aerogeneratori per difetti e/o guasti. In Danimarca e in Germania sono in funzione ancora impianti con più di 20/25 anni di vita. Ma è vero che si può decidere di sostituire un impianto eolico dopo una dozzina di anni, avendo la disponibilità di una tecnologia più efficace e competitiva (così come si cambia un computer vecchio di qualche anno).
Dal punto di vista della produzione di energia elettrica ogni singolo aerogeneratore da 2 MW di potenza installata può produrre energia per il fabbisogno di ca. 1000-1300 famiglie all'anno. Per quanto riguarda i tempi di ammortamento del capitale esposto per la realizzazione di un parco eolico il calcolo non è così semplice e semplicistico come, per esempio, Italia Nostra proclama. Vanno considerate voci come il costo del mutuo, gli impegni economico-finanziari verso il Comune e i proprietari dei terreni, ICI, il costo di gestione, servizio e manutenzione e, infine, le tasse. Comunque possiamo parlare di circa 10-12 anni di tempo per il ritorno dell'investimento.
E, infine, affrontiamo la questione relativa agli incentivi dovuti a chi produce energia da fonti rinnovabili: i certificati verdi. In altri paesi europei lo stato tassa chi produce energia da fonte convenzionale ma non chi produce energia pulita, basandosi sul principio " chi inquina paga". In Italia, invece, chi inquina continuando a produrre energia da fonti fossili non paga e chi produce energia da fonte energetica rinnovabile riceve incentivi.
Mentre in Italia si chiacchiera e ci si disinforma, il resto del mondo sta investendo nell'eolico. Questo è un segno positivo di vitalità del settore e delle scelte operate in molte parti del mondo Con l'eolico in Spagna si fa il 32% del fabbisogno nazionale, in Danimarca il 23%, in Germania il 18%, con l'obbiettivo di arrivare fino al 50% entro il 2020.
Ali Rahimian
4)
Infine, permettete a chi scrive il sollievo di togliersi un fastidioso sassolino dalla scarpa. Una nota d’agenzia riferisce come, in merito all’art. 45 del decreto Tremonti, il presidente di Asso Energie Future Massimo Daniele Sapienza nei giorni scorsi abbia dichiarato: «tutti gli sforzi fatti dal Paese per arrivare a produrre un quarto di energia verde sul totale dell'elettricita' ora sono nulli»(AGI). Il povero idiota che da più di un anno dedica il suo tempo libero ad aggiornare questo sito, e che di tasca sua sta sborsando 20.000 euro per costruire una tettoia fotovoltaica sul proprio terreno, apprende così dalla profumata bocca di tanto Sapienza che il proprio sforzo (comprendente un’epica dose di autocontrollo, visto che i pannelli già acquistati da un anno sono ancora in cantina, causa odisseiche lungaggini burocratiche), non serve a nulla, proprio come non contano gli sforzi delle migliaia di italiani che ugualmente cercano di dare un contributo personale alla questione “energie alternative”, senza sventrare montagne, sterminare volatili e speculare su energie aleatorie. No, visto che non abbiamo accesso all’acquisto automatico delle quote eccedenti dei certificati verdi, noi non siamo Paese.
LV
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