il Comitato Ariacheta aderisce alla RETE della RESISTENZA sui CRINALI

mercoledì 18 luglio 2012

Associazioni, Comitati e cittadini della Toscana vorrebbero che il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi rispondesse ad alcune semplici domande



1  E’ vero che il Settore VIA ha attualmente in istruttoria importanti progetti infrastrutturali per i quali il Governatore Rossi ha già firmato appositi protocolli d'intesa e ha dichiarato che la Regione sta lavorando  "per rilasciare i permessi di realizzazione” entro l'estate?
2  E’ vero che tra i progetti di cui sopra sono comprese le Terze Corsie della A11 e della A1, per le quali la Società Autostrade per l'Italia ha ripetutamente criticato le osservazioni dell’ufficio VIA regionale che, se imposte, determinerebbero "costi e impatti  sull'esercizio, tali da rendere infattibile la realizzazione della Terza corsia autostradale "?
3   E’ vero che l'istruttoria tecnica regionale in materia di VIA relativa alla costruzione della collina schermo di Cavriglia con i materiali del sotto attraversamento ferroviario di Firenze ha portato a definire tali materiali rifiuti speciali e che quindi le modalità per il conferimento a Cavriglia  dovranno rispettare le norme in materia di trattamento rifiuti?
4  E’ vero che deve ripartire il processo di VIA  sull'elettrodotto Cavriglia - Monte San Savino  per il quale IL Settore VIA aveva proposto modifiche sostanziali e migliorative degli impatti devastanti che avrebbe avuto il primitivo progetto di maxi elettrodotto in aree di grande pregio ambientale? 
5 E’ vero che dopo lo sfruttamento minerario dell’Eni e le successive richieste di bonifiche, non ancora ultimate, la Regione Toscana ha rilasciato una cinquantina di autorizzazioni a perforazioni minerarie a multinazionali estere?
6  Come intende il Governatore risolvere la questione delle modifiche progettuali all'impianto eolico di Riparbella  già eseguite in ASSENZA DI VERIFICA e per la quale è aperta una indagine della Magistratura?
7  Alla luce di quanto sopra esposto, cosa pensa di produrre di positivo per la collettività toscana con la rimozione sostituzione del responsabile del Settore VIA Fabio Zita al quale sono riconosciute non solo a livello regionale,  una professionalità e una grande capacità nella delicata gestione dei processi partecipati?
8 Il Governatore Rossi pensa che i cittadini toscani possano credere che l’allontanamento forzato del Responsabile del settore VIA sia da ascrivere esclusivamente ad una "normale riorganizzazione"?
E proprio riguardo alla partecipazione democratica abbiamo apprezzato l'enorme mole di lavoro di cui il Settore Via si è fatto carico, negli anni, per analizzare tutti i progetti depositati e dare la possibilità di fare osservazioni alle Soprintendenze, Enti, associazioni ambientaliste, comuni cittadini e associazioni di categoria.  Proprio grazie alla L.R. 40 è stato permesso ad associazioni e cittadini di poter assistere alle conferenze dei servizi esterne, un’opportunità che manca in altre regioni. Abbiamo assistito a decine di Conferenze, in particolare per impianti eolici sui crinali toscani e delle ragioni confinanti e possiamo dire che la trasparenza e la scrupolosità dei funzionari degli uffici del Settore, sono stati finora, a ragione, un punto di forza della Toscana.

  Attendiamo risposte a tutti questi quesiti  e considereremo eventuali risposte poco convincenti una  conferma di   comportamenti poco trasparenti dei quali la politica dovrà assumersi in toto la responsabilità.

16 luglio 2012
Italia Nostra
 Comitato contro il sotto attraversamento TAV di Firenze
Cittadini area fiorentina/Comitati dei cittadini-Firenze
IPC  Insieme per Cambiare Riparbella  (Pisa)     
 Coordinamento territoriale no Sat   
Gruppo imprenditori  dell’agriturismo Alta Maremma e della Val di Cornia.
 Comitato Ariacheta (San Godenzo Fi)
RRC   Rete della Resistenza sui Crinali alto  appennino
Comitato Albegna Viva (Gr)
 Comitato Nazionale contro il Fotovoltaico e l'eolico nelle Aree Verdi
Coordinamento dei Comitati e associazioni ambientaliste della Provincia di Grosseto

giovedì 28 giugno 2012

15 giugno, Regione Toscana: una losca manovra di Rossi

Il Comitato Ariacheta con costernazione apprende della recente manovra del governatore della Regione Toscana (commentata qui sotto dai comunicati che riportiamo).
Si tratta di un atto grave che con un colpo di mano, per altro in nessun modo motivato,  elimina uno dei pochi controlli ancora esistenti sul territorio, lascinado mano libera agli interessi delle grandi cordate che operano nel settore delle opere pubbliche.
Tutta la nostra solidarietà a Fabio Zita, il funzionario dell'Ufficio Via di cui negli anni abbiamo imparato ad apprezzare la trasparente integrità, e all'amica Mariarita Signorini di Italia Nostra, che con incessante energia da anni continua a denunciare le losche manovre dietro cui si celano gli speculatori del territorio.


Con delibera del 15 giugno, il governatore compie il "piccolo golpe" (secondo la definizione di Italia Nostra e ComitatonotunnelTav che denunciano l'accaduto) e avoca a se stesso le deleghe

 Firenze - Cosa succede in Regione Toscana? Qualcosa che Italia Nostra Firenze giudica "un piccolo golpe". E sono Maria Rita Signorini, del direttivo nazionale dell'associazione ambientalista, insieme a Tiziano Cardosi, esponente del ComitatonotunnelTav, a fare emergere la delibera del 15 giugno con cui il presidente Enrico Rossi toglie all'assessorato all'ambiente e riserva a se stesso le competenze su Via (valutazione d'impatto ambientale) e Vas (valutazione ambientale strategica) "peraltro – come aggiungono Signorini e Cardosi – senza alcuna motivazione".

"E' inquietante perché avviene all'indomani delle dichiarazioni dello stesso presidente sull'assoluta necessità di procedere con le "grandi opere" infrastrutturali che interessano massicciamente la Regione, a partire dal nefasto progetto di sottoattraversamento fiorentino di Tav – spiega la nota congiunta - non vorremmo che quella dichiarata necessità comportasse lo svuotamento degli strumenti di controllo e valutazione dei progetti, fra cui appunto la Via e la Vas".

Ma non basta, come spiegano Signorini e Cardosi. "Nello stesso momento voci fondate e sempre più insistenti parlano dell’avvenuta rimozione del Responsabile del Settore regionale competente per la Via, per destinarlo ad altro incarico". Insomma, quello che preoccupa l'associazione ambientalista e il ComitatonotunnelTav, è la "desertificazione" che di fatto "sembra essere praticata in una postazione così importante, che svolge un controllo su permessi fondamentali per assicurare la sostenibilità delle opere sottoposte a giudizio degli esperti". E la polemica è inevitabile: fra le cause della decisione del governatore, i dubbi espressi da Signorini e Cardosi energono chiari. "Forse applicare le leggi e quegli strumenti di controllo e valutazione, costituiva un "ostacolo" agli appetiti cementizi? - attaccano - non sarà perché, ad esempio, con un atto esemplare, basato su pareri tecnici di Arpat e Ministero, il Settore Via ha dato parere negativo all'utilizzo alla miniera di Santa Barbara del materiale scavato dalla talpa (Monnalisa) classificato come rifiuto? Questa classificazione rende impossibile l'inizio dello scavo delle gallerie fiorentine, dimostrando la falsità delle dichiarazioni di tutti quelli che vogliono questo progetto ad ogni costo (dall'AD delle ferrovie Mauro Moretti, all'ex ministro delle infrastrutture Altero Matteoli, all'ex assessore regionale e attuale responsabile del PD per le infrastrutture e consigliere del Fondo F2i Riccardo Conti, fino al presidente regionale). Purtroppo i fatti denunciati, privi di alcuna motivazione, autorizzano domande inquietanti, a cui chiediamo una risposta".

E di fronte al fatto compiuto, Italia Nostra parla di un vero e proprio "piccolo golpe": in realtà, si tratta di una competenza propria del presidente, anche se, vista la delicatezza eell'argomento, forse sarebbe stata auspicabile una decisione più ... "condivisa".
E dunque? Tutto, per Italia Nostra e per il Comitato NotunnelTav rimane affidato al consiglio regionale, di cui si auspica "un sussulto di orgoglio perché fermi questo vergognoso tentativo di annullare ogni controllo democratico e amministrativo".

© STAMPTOSCANA

 


Tav, Rossi esautora Bramerini e dirigente Valutazione ambientale. De Zordo: "Tutele troppo invadenti per il presidente ambientalista del fare".

26 Giugno 2012 11:14

Alta velocità Tav, Rossi esautora Bramerini e dirigente Valutazione ambientale.
De Zordo: "Tutele troppo invadenti per il presidente ambientalista del fare".


Il presidente regionale Enrico Rossi sta mostrando un decisionismo muscolare in materia di "grandi opere" che ci suscita più di un allarme. Prima fa le distinzioni fra ambientalisti "buoni" (lui) e "cattivi" (chi si oppone a un inceneritore, una autostrada, un supertunnel), con una logica del "fare" che prescinde dal merito delle opere e delle motivazioni. Poi, individuando nelle "grandi opere" il motore del futuro regionale, si lamenta che queste vadano troppo a rilento, e sprona tutti ad affrettarsi.

Passando dalle parole ai fatti, con un decreto del 14 giugno, che non riporta alcuna motivazione, toglie la competenza in materia di Valutazione di Impatto Ambientale e di Valutazione Ambientale Strategica a chi ne è naturale depositario, l'Assessore all'Ambiente Bramerini, per riservare a se medesimo l'onere e l'onore di occuparsi direttamente della questione.

Infine rimuove, secondo notizie fondate, il dirigente regionale del settore Valutazioni ambientali, per sostituirlo non si sa con chi. Non è dato conoscere neanche in questo caso le motivazioni di un avvicendamento improvviso e inspiegabile. Evidentemente qualcosa non andava. Il dubbio che ci coglie, vedendo tutto l'insieme, è che quello che non piaceva al presidente Rossi fosse un sistema di regole, di tutele e di valutazioni evidentemente troppo invadente per il suo ambientalismo, più attento al "fare" che all'ambiente.

Il dubbio è che meno si scava (nei progetti, non nei tunnel) e meglio è, che l'importante è aprire cantieri, senza tanti "lacci e lacciuoli". Hai visto mai che su certi terreni Rossi e Renzi, che sono ormai come cane e gatto, sono in realtà più vicini di quanto non si pensi

Gruppo Misto Regione Toscana

Comunicato del 27/06/2012

martedì 20 dicembre 2011

Lettera ai Ministri sull'incentivazione all'eolico

(la riportiamo integralmente, perché è anche un importante aggiornamento sulla situazione e sui nuovi equilibri che si stanno delineando)




Alla cortese attenzione di:


Corrado Passera, Ministro dello Sviluppo economico, Infrastrutture e Trasporti;

Corrado Clini, Ministro dell’Ambiente, del Territorio e del Mare

Lorenzo Ornaghi, Ministro dei Beni Culturali

Mario Catania, Ministro dell’Agricoltura

Piero Gnudi, Ministro degli Affari regionali e del Turismo

Fabrizio Barca, Ministro della Coesione territoriale Vittorio Grilli, Viceministro dell’Economia e delle Finanze




Roma 16 dicembre 2011

Signori Ministri,


Scriviamo in previsione degli attesi provvedimenti di attuazione del dlgs 28 - 2011, in particolare di quello che riguarderà gli incentivi per gli impianti eolici. Anche se condividiamo la sostanza della riforma che sostituisce i certificati verdi con le aste al ribasso per gli impianti di potenza superiore ai 5 MW e la ridefinizione degli incentivi negli altri casi, restiamo preoccupati per il proliferare di giganteschi impianti eolici nei luoghi più belli e integri d’Italia e temiamo che i tempi e le scelte adottate possano essere inadeguati all’urgenza e alla gravità della situazione. Noi crediamo che, nell’attuale congiuntura economica, la modifica del sistema incentivante debba obbligatoriamente tener conto di alcuni fattori:


- Anche se non riguardano la materia fiscale, gli incentivi alle fonti rinnovabili sono a carico dei contribuenti italiani e delle imprese nazionali nella loro veste di consumatori-utenti: è opportuno dunque che rispondano a criteri di equità e congruità.

- nel caso dell’eolico e del fotovoltaico gli incentivi, rappresentano un enorme fiume di danaro proveniente dai contribuenti italiani, che prende la via dei paesi produttori e delle multinazionali".


- l’eccesso d’incentivi a queste due fonti ha penalizzato, nei fatti, la promozione di altre fonti, come quelle termiche, a prevalente tecnologia e produzione italiana e sottraggono necessari finanziamenti alla ricerca scientifica sulle rinnovabili per arrivare alla microgenerazione a vantaggio delle popolazioni e non alle grandi centrali che mantengono un regime di oligopolio.


- l’incentivazione agli impianti eolici in Italia è stata fino a oggi la più alta del mondo. Solo per questa ragione è stato conveniente impiantare oltre 5000 torri per una potenza complessiva di 6.000 MW, non certo per la loro produttività. Infatti, la ventosità in Italia si attesta in media sulle 1500 ore/anno ben al di sotto delle 2000 ore/anno ritenute utili per una produzione competitiva. Vi è quindi il rischio palese d’innumerevoli impianti già autorizzati o con pareri ambientali emessi (per quanto opinabili) che rischiano di essere realizzati per ulteriori, quanto ben poco utili, 6000 MW.


- La cronaca giudiziaria ha evidenziato inchieste per speculazioni e malaffare relative a impianti eolici su tutto il territorio nazionale e in particolare nel mezzogiorno. Le Regioni, cui spettava la facoltà d’intervenire con misure urbanistico-territoriali dopo le tardive Linee Guida nazionali in materia, del settembre 2010, sostanzialmente non hanno adottato misure importanti su questo piano, mentre la mole oceanica di progetti già presentati rivendica diritti acquisiti in ordine a qualsivoglia, eventuale approccio in tal senso.


- La speculazione avviene anche a spese del patrimonio culturale collettivo del paesaggio italiano, proprio nei siti dove esso è giunto integro fino ai nostri giorni: sui crinali appenninici, sulle colline, nei luoghi isolati di grande valore naturalistico, dove transitano gli uccelli migratori o si riproducono le specie faunistiche ormai rarissime.


- In molti casi, gli impianti eolici danneggiano pesantemente un altro tipo di green-economy come quella agrituristica o della valorizzazione culturale dei territori che si basa, invece, sulla conservazione e tutela della natura e del paesaggio italico, beni primari che, ci permettiamo di far notare, non potranno mai essere delocalizzati altrove, parte imprescindibile di un auspicabile rilancio della nostra economia, nella misura in cui sarà salvaguardato ciò che ne rimane.



Il Presidente della Repubblica ha esplicitamente parlato, appena pochi giorni fa, di "momento di straordinaria difficoltà" e ha affermato che "siamo arrivati giusto in tempo per evitare sviluppi in senso catastrofico della situazione". Noi sappiamo che il Governo spagnolo, di recente, dovendo affrontare l’analoga emergenza finanziaria, ha rinunciato agli eccessi di prodigalità del proprio sistema incentivante dell’energie rinnovabili con effetti retroattivi, validi cioè anche per gli impianti già in attività. La situazione dei costi di tale sistema in Italia è attualmente ancora più grave di quella spagnola di allora: le ultime stime di fonte AEEG prevedono un esborso annuo, a regime nel 2020, tra i 10 e i 12 miliardi di euro. Considerando anche gli altri oneri da sostenere (in particolare l'adeguamento della rete di distribuzione e la necessità di mantenere gli impianti tradizionali in funzione di back-up degli impianti di produzione non programmabile), stiamo parlando di una cifra abnorme, a carico degli utenti e a vantaggio di una cerchia ristretta di soggetti e società, proprio mentre attraversiamo una crisi economico-finanziaria drammatica.


Se consideriamo l’obiettivo per cui gli incentivi sono stati introdotti, ovvero l’obbligo comunitario del 20/20/20, occorre prendere atto che l'installazione di impianti fotovoltaici ed eolici nel triennio 2009- 2011 procede a un ritmo ben superiore a quello previsto dal Piano di Azione Nazionale per le Energie Rinnovabili ovvero 12.000 MW di eolico e 8.000 MW di fotovoltaico installati al 2020.


La decisione, assunta quest'anno dal Governo, di aumentare a ben 23.000 MW, entro il 2016 (quindi con 4 anni di anticipo sulle scadenze del 2020), la potenza installata fotovoltaica (con impianti che noi vorremmo vedere collocati esclusivamente nelle aree industriali e sopra ai tetti degli edifici recenti e non su suolo agricolo o in zone di pregio) dovrebbe ragionevolmente compensare la necessità d’installare altri impianti eolici di vertiginosa altezza, che rappresentano la nostra massima preoccupazione dal punto di vista ambientale, paesaggistico e culturale. Gli impianti eolici hanno già causato danni irreparabili in molte zone del mezzogiorno e delle isole e adesso minacciano anche le zone naturalisticamente pregiate del centro-nord.


Tranne sparute eccezioni, per anni la politica si è sottratta a un’oggettiva valutazione di questa sconcertante situazione. Ora confidiamo in questo Governo e nella competenza del Ministro dell'Ambiente Corrado Clini, che ha affermato di recente: "Dobbiamo affrontare la tematica ... tenendo conto che da un lato bisogna assicurare la massima utilizzazione di queste fonti e dall'altra il rispetto degli usi bilanciati del territorio." e "... nel nostro Paese abbiamo sicuramente problemi sull'eolico perché bisogna anche paragonare il valore economico e ambientale della generazione dell'elettricità da eolico con quello della protezione del paesaggio, prezioso per la nostra economia. Qui dobbiamo essere molto cauti e considerare, anche in questo caso, la possibilità di evoluzioni tecnologiche di energia eolica con minor impatto sul paesaggio."


Sono affermazioni che condividiamo e di cui vorremmo vedere attuato il senso nell'atteso provvedimento. Ribadiamo che non siamo contrari all’energie rinnovabili, né vogliamo penalizzarne l'uso ragionevole; ma ci opponiamo alle devastazioni che spesso le centrali producono sul paesaggio, "bene comune "che rinnovabile non è; In particolare riteniamo necessario che:


- Si attui, preventivamente, un censimento degli impianti già installati e di quelli già autorizzati su tutto il territorio nazionale.


- Nel frattempo si proceda a una moratoria, così come sollecitato anche dal Tavolo della domanda di Confindustria nella lettera al Ministero dello Sviluppo Economico dello scorso ottobre, nella quale si parlava, senza mezzi termini, di "rischi di collasso" per il sistema elettrico e della necessità di evitare "una grave debacle per il sistema elettrico ed il sistema industriale italiano".


- Sia ridotta la soglia degli certificati verdi emessi annualmente, in base a quanto previsto dall’art.148 della Legge finanziaria 2008 che prevede che "il valore di riferimento (fissato da quell’anno a 180 euro al MWh) e i coefficienti.... possono essere aggiornati, ogni tre anni, con Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico..."


- L’installazione di potenziale fotovoltaico eccedente il valore obiettivo proposto all'Unione (8.000 MW, mentre siamo già a quasi 12.000 MW in esercizio) vada a detrazione della quota prevista dal PAN per l'eolico.


- Le quote di potenziale eolico da installare annualmente tramite il sistema delle aste al ribasso venga definito dal Governo nazionale, e non delegato alle Amministrazioni periferiche, più facilmente condizionabili dagli enormi interessi in gioco. In ogni caso ribadiamo l’assoluta opportunità e legittimità di tagliare gli incentivi a questa tecnologia, allocabile in aree sempre meno ventose, in ragione del nuovo apporto energetico da fotovoltaico.

Altresì, il sistema per gli impianti inferiori a 5 MW deve essere ulteriormente reso garantista poiché tale potenza è di per sé non trascurabile quando si parla d’impianti da fonte rinnovabile. Ne sia un esempio la drammatica deregolamentazione degli impianti eolici e fotovoltaici da 1MW che imperversano in Puglia e Basilicata.


- Per analoghi motivi, la definizione delle quote regionali di burden sharing prevedano anche delle quote massime per regione, oltre le quali gli incentivi pubblici non dovrebbero essere più assegnati.


- Si affronti il tema della decarbonizzazione del nostro sistema Paese,

partendo da un approccio multidisciplinare, scevro da ideologie preconcette, concertato e soprattutto basato sul maggior valore aggiunto in termini di risultato nella lotta ai gas serra.



Altura

Amici della terra

Comitato nazionale del Paesaggio

Comitato per la Bellezza

Italia Nostra

LIPU

Mountain Wilderness

Movimento Azzurro

Terra Celeste

VAS (Verdi Ambiente e Società)


Elenco comitati ed associazioni territoriali che sottoscrivono il documento:


Comitato Nazionale contro Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi.


Appennino Tosco emiliano-romagnolo e aree limitrofe:

Associazione Ornitologi dell'Emilia Romagna (ASOER)

Comitato Ariacheta (San Godenzo FI)

Comitato Alta valle del Sillaro (BO)

Comitato Monte Faggiola (Firenzuola FI)

Comitato interregionale salvaguardia Appennino tosco-emiliano-ligure (CISATEL)

Comitato Prato Barbieri (Bettola PC)

Comitato Tutela Paesaggio di Piacenza Comitato di Sparvo (Castiglione dei Pepoli BO)

Comitato per il territorio delle Quattro Province (PC, AL, GE, PV)

Comitato Difendiamo la Garfagnana (Casola MS - Minucciano LU)

Comitato Salviamo Biancarda e Poggio Tre Vescovi (Verghereto FC, Casteldelci RN, Badia Tedalda AR)

Comitato in difesa del paesaggio di Camugnano (BO)

Comitato Monte dei Cucchi - La Faggeta (San Benedetto val di Sambro BO)

Comitato Bruscoli - La Faggeta (Firenzuola FI)

Comitato La luna sul monte (Pontremoli MS)

Comitato per la valorizzazione e lo sviluppo sostenibile dell'Appennino pistoiese

Comitato Passo delle Pianazze - Case Ini (Farini PC - Bardi PR)


Maremma

Comitato GEO - Ambiente & Territorio Monterotondo Marittimo

Comitato contro il Mega progetto Poggio Malconsiglio (Riparbella Pisa)


Alpi liguri:

Comitato Pro M. Armetta, M. Dubasso (Alto CN) Comitato popolare Sciancui (Ormea CN) Comitato Mindino Libero (Garessio CN) Associazione Cuneobirding


Marche:

Comitato No Megaeolico (PU) Comitato per la difesa del monte Mezzano (Sassoferrato AN)

Associazione Sibilla Appenninica


Molise:

Comitato pro-tempore La rete contro l'eolico selvaggio e i rifiuti del Molise (136 comitati e associazioni molisane)


Tuscia:

Rete di Salvaguardia del Territorio

Associazione Alleanza per l'Ambiente - Terra e Natura


Basilicata:

Organizzazione lucana ambientalista (OLA)

Comitato Ambiente Paesaggio Sicurezza e Salute (Lavello PZ)

Città plurale Matera

giovedì 24 novembre 2011

Comunicato dei Comitati Monte Faggiola e Ariacheta


I comitati Monte Faggiola e Ariacheta, formati da cittadini dei comuni di Firenzuola e San Godenzo, per contrastare la proliferazione incontrollata degli impianti eolici industriali sui crinali appenninici

 

esprimono il proprio pieno apprezzamento per l'operato della Regione Toscana

e denunciano le pubbliche  menzogne di Baronti, presidente di Legambiente Toscana

 

dopo avere appreso che nel corso alla trasmissione "Girotondo", andata in onda su TELEIRIDE il 27 ottobre (e tuttora visibile all'indirizzo internet www.teleiride.tv/video/girotondo-271011) il sindaco di Firenzuola Claudio Scarpelli e Piero Baronti, presidente di Legambiente Toscana, hanno aspramente e sprezzantemente criticato l'operato dei tecnici della Regione in merito alla Valutazione di Impatto Ambientale che ha espresso parere NEGATIVO sui mastodontici progetti proposti dalla società privata EDVT sui territori dei comuni di Firenzuola e San Godenzo.

Nel fervore di propagandare l'innocuità dei progetti da lui sostenuti, Baronti non ci ha risparmiato affermazioni false (per chi volesse verificare, al minuto 45.45" della trasmissione in questione): ha negato che l'impianto eolico industriale di San Godenzo sia sottoposto a vincoli, mentre viene di fatto proposto all'interno del sito di interesse comunitario "SIC Muraglione Acquacheta", facente inoltre parte della Rete Natura 2000 e qualificato dagli strumenti urbanistici comunali e dalla Regione come un'area di transito della fauna migratoria, adiacente al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi; incomberebbe altresì sulla valle dell'Acquacheta, il cui immenso valore paesaggistico è riconosciuto anche dal Comune.

 

I comitati ritengono pertanto doveroso informare ed allarmare la popolazione su questa campagna denigratoria condotta verso le istituzioni, confermando la propria piena fiducia nell'operato dei funzionari, del loro staff e del loro Ufficio tutto, nel cui operato riconoscono e apprezzano imparzialità, competenza, rispetto della normativa vigente di tutela.

Tanto più meritevoli risultano tali valutazioni per la limpidezza e trasparenza delle motivazioni, a contrasto con le fumose argomentazioni dei loro detrattori. In tali argomentazioni denunciamo allarmati l'espressione di forti pressioni di carattere politico e finanziario che tutti facilmente possiamo immaginare accumularsi nei meandri dei palazzi.

 

Cogliamo inoltre l'occasione per esprimere sentito ringraziamento da parte del territorio e di chi lo abita e vive anche alle numerose Associazioni Ambientaliste che ci hanno appoggiato in questi anni di lotta, piccoli Davide contro feroci Golia (dove la speculazione eolica può portare si è visto nel meridione), e in particolare:

 

- Italia Nostra tutta e in particolare Mariarita Signorini, sempre e ovunque presente

- WWF sezione regionale dell'Emilia Romagna e delle province romagnole

- Legambiente, ovvero tutte quelle sezioni locali che si sono con fermezza opposte  all'inaccettabile alleanza pro-eolico industriale stipulata dei vertici

- Rete per la Resistenza sui Crinali, animata da Alberto Cuppini e Andrea Benati

- Mountain Wilderness, rete nazionale e locale

Associazione Italiana per la Wilderness 

- Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e dei Monti Falterona e Campigna

- Pro Natura, Toscana ed Emilia Romagna

- CAI, sezioni locali e direzione nazionale

- Asoer, Associazione degli ornitologi dell'Emilia Romagna

- Lipu, Lega per la protezione degli uccelli

- Coldiretti, Mugello e nazionale

- CNP, Comitato Nazionale per il Paesaggio

- Altura, Associazione Nazionale per la Tutela dei Rapaci

 

... per non dimenticare infine le associazioni minori e tutti i singoli cittadini del Mugello e della Romagna che hanno inteso il rischio cui è sottoposto il nostro territorio e la nostra salute, e che in questi anni hanno sostenuto le nostre iniziative...

 

Comitato Monte Faggiola (Firenzuola)

Comitato Ariacheta (San Godenzo)  

venerdì 4 novembre 2011

Confindustria nella sua lettera al Governo del 13 ottobre scorso:

"Il sistema elettrico italiano rischia il collasso sotto il peso di una disordinata ed incontrollata esplosione delle fonti rinnovabili, principalmente fotovoltaico ed eolico."

"Terna ha evidenziato ... come la dimensione raggiunta dal parco rinnovabile italiano abbia già portato il paese alla soglia del black out nazionale, quale quello occorso nel 2003."

"Evitare quella che ora ha tutta l'aria di una grave debacle per il sistema elettrico ed il sistema industriale italiano."

"Si dia corso ad una moratoria, per lo meno per i grandi impianti..."

Abbiamo scelto poche frasi, ma significative, ci sembra.

giovedì 25 agosto 2011

TAR, EU e IMPIANTI EOLICI


ANSA, 21-7-11: "Le norme comunitarie consentono di vietare gli impianti eolici nei siti protetti che fanno parte della rete ecologica ''natura 2000''. E' quanto sottolinea oggi la Corte europea di giustizia del Lussemburgo in una sentenza relativa alla causa che vede opposta la Regione Puglia all' azienda agro-zootecnica Franchini e alla Eolica Altamura. L'Eolica Altamura aveva acquisito i diritti per realizzare un parco eolico sui terreni dell'Azienda zootecnica Franchini, ma l'area rientrava nel parco nazionale dell'Alta Murgia, area protetta e classificata come sito d'importanza comunitaria e zona di protezione speciale. Per questo la Regione aveva respinto le richieste di nulla osta. A quel punto le societa' avevano fatto ricorso al Tar chiedendo l'annullamento del regolamento che riteneva le zone non idonee. Il tribunale amministrativo regionale, a sua volta, aveva chiesto l'intervento dei giudici Ue. La Corte ha stabilito che le direttive sulle fonti rinnovabili e sulla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, nonche' le direttive habitat e uccelli selvatici ''consentono allo Stato membro di vietare l'installazione di impianti eolici a finalita' commerciale in un sito di Natura 2000 senza valutazione preliminare dell'impatto ambientale sul sito specifico, purche' siano rispettati i principi di non discriminazione e proporzionalita'''. Spetta al Tar, precisano i giudici, tener conto delle specificita' degli impianti eolici, relative in particolare ai pericoli che questi ultimi possono rappresentare per gli uccelli. Il Tar, spiega ancora la Corte, dovra' quindi verificare la proporzionalita' della misura nazionale, tenendo conto del fatto che questa si limita ai soli aerogeneratori e si applica esclusivamente agli impianti eolici a fini commerciali".

mercoledì 27 luglio 2011

Nasce il Comitato Nazionale contro fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi

Riceviamo e pubblichiamo, sperando che questa ennesima iniziativa arricchisca e aiuti la causa comune.

Auguri da Ariacheta!





Come prima iniziativa pubblica del Comitato Nazionale: si è levato un appello forte ed apartitico al Governo e a tutto il Parlamento,
perché facciano rispettare la nostra Costituzione ed i diritti dei cittadini frodati, ingannati e danneggiati da questa maxi-speculazione della Green Economy Industriale in atto,

Perché si abroghino d’urgenza gli immorali ed esosissimi incentivi pagati da tutti i cittadini a queste implementazioni industriali per la vendita delle energie rinnovabili, che come tali, per il loro elevatissimo impatto ambientale, non sono più energie “pulite” !!!

Perché sia imposta una moratoria urgente per tutte le miriadi di impianti eolici e fotovoltaici industriali in progetto nel paesaggio del Bel Paese, l’ Italia, e che comporterebbero se realizzati la cancellazione totale di tutto ciò che significa “Italia” nel mondo, nonché gravi problemi di disagio e mobilitazione sociale a difesa del vitale spazio vitale e del territorio!

Fatta l’Italia, fatti gli italiani, dopo 150° anni di speculazioni crescenti, ed impennatesi esponenzialmente oggi nella grave aberrante iper-speculazione della mala della Green Economy Industriale, ora abbiamo bisogno di rifare il paesaggio identitario, rurale, storico e naturale, d’Italia, e di farlo risorgere e restaurarlo a 360°!



Il gruppo, dall’eloquentissimo nome “Comitato Nazionale contro fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi”, nato su facebook, ma già attivo anche nella realtà delle relazioni umane e sul territorio, ha ormai raggiunto e ampiamente superato la simbolica soglia “dei 1000” iscritti, nonostante si sia costituito solo da pochissimi giorni!
Vi è un malumore dilagante, enorme, in tutta la Nazione, da un capo all’altro della penisola e sulle sue isole, che sta trovando così sfogo e forme di coordinamento ed organizzazione, attraverso il canale iniziale del social network di internet facebook, per reagire contro la mala della Green Economy Industriale, che tiene quasi del tutto in mano l’informazione di molte tv nazionali, e ha creato una macchina di controllo mediatico fittissima, atta a non dare voce, e a gettare fango su chi sta cercando di fare emergere tutta la Verità relativa al sistema di fondamentalismo fanatico interessato falso-verde, neo-industrialista, mistificatorio, e iper-speculativo, cresciuto sul tema, strumentalizzato oltre ogni immaginazione, dei cambiamenti climatici causati dall’uomo.
Una macchina impressionante della menzogna che ha trasformato immoralmente le energie rinnovabili, che con forme virtuose di utilizzo dovevano negli intenti iniziali, salvare il nostro Pianeta, nel più grande e devastante per lo stesso Pianeta, business fraudolento di inizio millennio!
La gravità di quanto avvenuto, se da un lato distrugge l’ambiente ed il paesaggio in ogni dove ed in ogni direzione con impianti di dimensioni mastodontiche a fini puramente economici, dall’altro sta erodendo democrazia e libertà, oltre che calpestando diritti fondamentali dei cittadini.
Il gruppo pertanto indirettamente persegue anche l’obiettivo, altra faccia della stessa medaglia della protezione del paesaggio, di salvare anche la stessa “filosofia buona di fondo” delle energie rinnovabili, da queste aberrazioni mostruose industriali ed oligopolistiche che le stanno snaturando profondamente, e rubando di fatto ai cittadini medesimi!

La forza del vasto crescente gruppo sta anche nella sua costitutiva apartiticità ed al contempo apertura a tutti senza distinzioni alcune a tutti coloro che stanno percependo in tempo tutta la gravità della catastrofe falso-verde in corso!

Anche da diverse associazioni nazionali, ormai nella sostanza del tutto pseudo-ambientaliste, scivolate nella macchina speculativa della Green Economy, numerosi sono coloro che stanno prendendo le distante dai loro direttivi degenerati, e stanno sostenendo queste nuove realtà organizzative espressione della necessità di reagire e di salvare la vera “ecologia”, dall’ ecologia malata e strumentalizzata che oggi l’ Italia subisce come un flagello!

Il Gruppo è totalmente aperto a chiunque sia contrario e sensibile alla devastazione del paesaggio da impianti industriali fotovoltaici ed eolico sulle aree verdi.

In quasi tutto il territorio nazionale è in scandaloso corso una installazione selvaggia di impianti industriali fotovoltaici a terra in zone agricole e naturali e sui laghi, e di eolico, con torri di media e mega altezza (fin anche oltre 100 m ,e anche 150 m), tanto in mare quanto sulla terraferma, spesso anche senza alcuna informazione del cittadino. Viene calpestata il più delle volte ogni buona norma per la distanza degli impianti da abitazioni e presenze umane. Chi ne viene danneggiato, case sparse ed agriturismi, non è giusto che debba subire i danni materiali da deprezzamento dell’immobile oltre le spese per difendere i propri beni da tali scempi, e danni morali e psico-somatici da impatto ambientale (acustici, visivi, elettromagnetici) per 20 anni fino a dismissione dell’impianto. Inoltre essendo autorizzazioni “rinnovabili” è probabile che avendo già una predisposizione possano rimanere per sempre operanti in loco. Quindi dobbiamo batterci sia per noi stessi che per le bellezze naturali d’Italia, prima vanto e attrazione turistica, ora deturpate da questi mostri che dovrebbero produrre energie “pulite” alternative e non distruttive del territorio, che pertanto pulite non sono. Siamo favorevoli alle energie alternative, ma sui tetti e tettoie di tutti gli edifici recenti, per l’autoconsumo, sopra i capannoni industriali, nei parcheggi, autostrade ecc., purché si eviti di sottrarre i terreni all’agricoltura e ai paesaggi ricchi di verde della nostra nazione.

Siamo stati tutti in prima linea nella lotta contro la “Pazzia del Nucleare”, e lo abbiamo fatto perché credevamo e crediamo davvero nella possibilità di produrre energia pulita per rispettare ambiente e paesaggio insieme, attraverso il fotovoltaico ubicato sui tantissimi tetti inutilizzati degli edifici recenti, ed è per questo che affermiamo che sarebbe un crimine continuare ad appioppare il falso nome di “energie pulite” al mega e medio eolico e al fotovoltaico nei campi e sui laghi con cui si vuole oggi distruggere la nostra nazione, l’Italia, il giardino bello del Mediterraneo con la cornice del suo incantevole mare, la più bella nazione del mondo culla di cultura e vita, da millenni!

I principi fondanti delle richieste di questo gruppo: sono sintetizzati nel nome del gruppo stesso "Comitato Nazionale contro fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi", e, alla luce dell'attuale tecnologia eolica falcidia uccelli e paesaggio, si aggiunga "e nel mare";
Pertanto:
-) Sì solo al fotovoltaico sui tetti di tutti gli edifici recenti – e sottolineiamo “recenti” per evitare di dare lo spiraglio ad altri disastri della Nazione da iper-sfavorire, dei suoi centri, palazzi e luoghi storici;
-) No al mega e medio eolico ovunque per il suo danno paesaggistico di portata chilometrica.
Il principio forte e nuovo, e più onnicomprensivo, che viene lanciato da questo comitato, è la “DECEMENTIFICAZIONE”, che noi chiediamo per la nostra Nazione, la sua bonifica dal cemento, di cui questa mala della Green Economy Industriale è figlia (vedi basamenti di cemento di torri eoliche e pannelli nei campi), e quindi la sua rinaturalizzazione, in cui crediamo, e che vogliamo e che sappiamo, in coscienza e scienza, essere davvero fattore strategico per la nostra vita e crescita culturale umana ed economica!
Di fronte alla noncuranza con cui taluni difendono il fotovoltaico industriale a terra, sebbene quasi tutti, sono persone più o meno direttamente collegate al nero business sottostante, ci chiediamo retoricamente “quanti hanno un’idea di come viene prodotto il cibo che tutti noi consumiamo”!?
Solarizziamo pertanto tutti tetti gli sconfinati tetti degli edifici recenti, e solo dopo averlo fatto valutiamo cosa serve ancora all' Italia davvero, e vediamo un po' intorno a noi, solo allora, cosa offrono i vari “pifferai magici” per poi decidere con saggezza; la stessa saggezza di chi dirà si oggi solo al fotovoltaico sui tetti per salvare campi, mare e cielo, vita, bellezza paesaggio!
Sui tetti delle brutture della modernità del cemento i pannelli fotovoltaici non possano peggiorare in alcun modo tali orrori, al più su questi edifici recenti i pannelli possono dare un tocco di estetica! Tutt'altro il discorso per edifici storici e centri storici dove ai normali pannelli occorre sostituire e pensare, se proprio anche lì dei privati vogliano ubicarvi impiantini solari, a soluzioni iper-integrate, innovative e di zero impatto estetico!
Alcune associazioni falso-ambientaliste stanno tentando di favorire soluzioni miste tra fotovoltaico ed agricoltura, con serre fotovoltaiche, panelli sospesi ecc. che comunque sottraggono la risorsa “Sole”, al mondo vegetale e pertanto di dubbia efficacia e di conclamata dannosità paesaggistica, pur di favorire ancora la fotovoltaicizzazione ed iperelettrificazione speculativa dei campi, sulla cui nocività per innumerevoli fattori (dall’ uso dei diserbanti, ai campi elettromagnetiche, ai componenti nocivi dei pannelli, come per il Tellururo di Cadmio, l’Arseniuro di Gallio, ecc.) oggi colpevolmente da parte delle autorità pubbliche preposte (Asl, ARPA, ecc.) ancora non si indaga adeguatamente, con il grave rischio di avere tra qualche anno un’emergenza del tipo di quella “amianto” causata da una eccessiva superficialità iniziale!
Le stesse associazioni, mere scatole svuotate degli originari valori statutari ecologisti, si dicono, strumentalmente, “favorevoli all’ubicazione dei pannelli fotovoltaici in zone agricole”, che essi definiscono “degradate”! “Degradate” !? Ma non si deve assolutamente introdurre in queste logiche il concetto stesso di zone degradate!!! Sarebbe iper-sbagliato! Nelle cave, ad esempio, si facciano laghi, si piantino piante, si coltivi! Nelle aree degradate agricole, inquinate, cementificate, le si de-cementifichi, le si bonifichi dagli inquinanti e le si ri-naturalizzi! Le si rimboschisca, se si ha davvero a cuore i clima del globo, e soprattutto il microclima e la biodiversità! Le si facciano tornare campi e pascoli fertili e produttivi!
Le aree degradare dall'uomo ad hoc esistono già e si chiamano "zone industriali" preesistenti, e tante con tanti lotti inutilizzati ancora, o dismessi, e son pure già urbanisticamente infrastrutturate ad hoc per la sicurezza, e programmate non certo per viverci!
I pannelli fotovoltaici vadano su tetti di tutti gli edifici recenti, migliaia di ettari inutilizzati e biologicamente morti, di nullo valore estetico! Solo dopo averli occupati ci metteremo a tavolino e decideremo cosa altro ci serve in termini energetici! E faremo eventualmente altre concessioni, come sistema Italia, ma intanto anche la tecnologia delle rinnovabili sarà avanzata, più efficiente e di minore impatto, rispetto a quella attuale di eolico e fotovoltaico, tecnologicamente disponibile sul mercato, e che siamo costretti ad affrontare!
Il concetto di area degradata pro-fotovoltaico è pericoloso, pericolosissimo, si presta a mille invenzioni diaboliche da parte delle male lobbies di speculatori politico-imprenditoriali, scoraggia ogni futuro intervento di restauro paesaggistico, di cura del paesaggio che deve partire proprio dalle aree degradate e che deve essere il contributo che da noi tutti più deve giungere alla cultura amministrativa italiana, dove deve divenire pratica prioritaria!
Ed inoltre in un circolo vizioso, tale concetto porta a degradare strumentalmente aree oggi non tali, al fine di favorirvi la speculazione, quasi fisiologicamente “mafiosa”, della Green Economy Industriale, fisiologicamente tale poiché fondata non sui doni della terra o del sole e del vento, ma sui nostri incentivi pubblici, e poiché depreda noi tutti non solo dei nostri denari, ma anche del nostro vitale habitat e del nostro paesaggio, il libro aperto al cielo della nostra storia ed identità, la scenografia della piacevolezza della nostra esistenza! Paesaggio che questa estesa mala distrugge incostituzionalmente ed immoralmente come nulla mai sin ad oggi nella storia umana, con rapidità ed estensità inaudite!
Si deduce oggi dalle ultime normative che: sono utilizzabili terreni da almeno 5 anni non coltivati per l’ubicazione dei pannelli nei campi per impianti industriali, cioè volti alla vendita dell’ energia”! Ma che significa?! Sono follie! Si vuole far passare per degradati terreni non coltivati da 5 anni almeno? Ma son proprio quelli i terreni più naturalmente fertili!! Ma si è smarrito ogni rapporto con la natura, con la scienza millenaria dell’agricoltura: sono i terreni a riposo, quelli più arricchiti di humus, quelli a più alto potenziale di fertilità! Si è dimenticato, nella pazzia speculativa dell’industrializzazione chimica dell’agricoltura che fa oggi massiccio uso di abbondanti, e anche nocivi, fertilizzanti chimici, concetti come il “riposo dei terreni”, le “rotazioni delle colture”, il “maggese”! I terreni "degradati" non esistono! E se esistono non devono esistere più!
Tutta la degenerazione del tessuto socio-politico ambientalista italiano si evince nella delittuosa scomparsa di qualsiasi politica di rimboschimento, e di riforestazione vera, estesa, partecipata e razionale dell’Italia, che dovrebbe essere la priorità di ogni impegno in favore del clima e del microclima e non solo, del suolo, della salubrità dell’ambiente, della biodiversità, del paesaggio e dell’economia silvo-agro-pastorale. Invece si concedono finanziamenti pubblici fortissimi per una speculazione, quella industrializzante del fotovoltaico a terra che desertifica artificialmente vetrificando migliaia di ettari ed ettari di territorio, depauperandone l’ humus vitale, cancellandone la biodiversità, ed estirpandone ogni cultura, anche persino della vite e dell’ olivo, delle blasfemie, in nome di politiche di facciata contro i cosiddetti “surriscaldamenti climatici” ed il conseguente rischio di naturale desertificazione cui ampie zone dell’ Italia e del Mediterraneo sono sottoposte, come dichiarato dall’ Organizzazione delle Nazioni Unite-ONU (si pensi solo ad esempio alla Puglia). Siamo al paradosso più totale ed umanamente intollerabile! Ed è questa una denuncia forte che il comitato lancia affinché il mondo politico-amministrativo italiano ripercorra con decisone la strada dei rimboschimenti, come stanno facendo numerosi paesi europei e del mondo, dall’ Inghilterra alla Cina, abbandonando la mala strada innaturale e esecrabile della industrializzazione all’energia delle campagne!

Urge una rievangelizzazione alla cultura dell’ elementarità della natura della nostra società e di tutta la nostra presente e futura classe dirigente! Quella odierna, di destra sinistra e centro, ha fallito non solo davanti al popolo italiano, davanti alla costituzione che calpesta! Ha fallito il suo ruolo storico davanti alla Natura, e questo è gravissimo! Anche questa è una missione culturale, tra le missioni politiche-ambientaliste fondanti! Un impegno per la vita e per la bellezza della nostra sacra nazione Italia!
Da tutta Italia, come prima iniziativa del comitato, di fatto spontaneamente costituitosi intorno a questo gravissima deriva della nostra democrazia che la Green Economy Industriale odierna fortemente rappresenta, con il grave logorarsi conseguente ed il venir meno anche delle più elementari garanzie e del rispetto dei diritti dei cittadini e dei principi sanciti dalla Costituzione italiana, Si leva un appello forte al Governo e al Parlamento tutto perché intervengano facendo rispettare la nostra Costituzione ed i diritti dei cittadini frodati, ingannati e danneggiati da questa maxi-speculazione della Green Economy Industriale in atto, ed un appello ogni uomo politico italiano, di qualsiasi schieramento, perché si abroghino d’urgenza gli immorali ed esosissimi incentivi pagati da tutti i cittadini a queste implementazioni industriali per la vendita delle energie rinnovabili, che come tali, per il loro elevatissimo impatto ambientale, non sono più energie “pulite” !!!

Chiediamo il taglio in maniera retroattiva di tutti gli incentivi pubblici per tutti gli impianti eolici e fotovoltaici già realizzati, di qualsiasi potenza, industriali, cioè destinati alla produzione di energia prioritariamente per la vendita e non per l’autoconsumo, e l’azzeramento del meccanismo mistificatorio e falso-ecologista dei “certificati verdi”, ma una tassazione permanente per tutti questi impianti per il danno immane che arrecano al Paese e alla qualità della vita dei cittadini, ovunque in rivolta contro questi orrori industriali ubicati sulle campagne, in mare e persino sui laghi! Una “tassa sul brutto” che scoraggi definitivamente e che renda economicamente del tutto sconvenienti ulteriori simili sfregi e tentativi speculativi ai danni del paesaggio italiano!
In tutto il percorso autorizzativo degli impianti industriali da rinnovabili i cittadini, scientemente, nella maggior parte dei casi, non sono stati messi adeguatamente a conoscenza degli iter autorizzativi, né tantomeno dei progetti, della loro entità e dell’impatto sui luoghi e sulle economie locali. La mancanza di rispetto del diritto dei cittadini locali da parte delle amministrazioni, nel coinvolgimento e nell’informazione, previsti a norma di legge per queste tipologie d’industrie, è vergognosa, soprattutto alla luce dei fatti ormai noti di errori grossolani di progettazione, falsità e di anomale omissioni e dimenticanze,
Si tagli il finanziamento statale a questa frode assurda della Green Economy Industriale, che, strumentalizzando e calpestando al contempo
l’ “ecologia”, grava pesantemente sui cittadini e sulle casse dello Stato, con bilanci da intere finanziarie, senza alcun beneficio per l’ambiente, ma anzi con innumerevoli danni ad esso ed al paesaggio italiano tutelato dalla Costituzione italiana, art. 9, tra i principi fondamentali.
Un danno incalcolabile all’economia del Bel Paese fondata sul paesaggio attraverso il turismo! Una speculazione che inoltre disperde le ricchezze finanziarie statali, le volatilizza, poiché gran parte dei guadagni finiscono all’estero attraverso il coinvolgimento nelle proprietà di questi impianti di istituti bancari stranieri e ditte estere, con sistemi di scatole cinesi, che portano talvolta, o meglio spesso, a società off-shore con sede nei paradisi fiscali!
Anche ed ancor più all’indomani del referendum contro il nucleare, con il quale gli italiani hanno espresso la volontà di favorire forme di produzione dell’energia davvero ecocompatibili e pulite, il fotovoltaico industriale che vetrifica e desertifica i campi, sottraendo spazio alle colture, ai pascoli e alla vita selvatica, ed il mega e medio eolico che falcidia i volatili e sfigura catastroficamente il paesaggio quotidiano di ognuno di noi, devono essere fermati, e sostituiti da una politica volta a favorire le produzioni di energia rinnovabile in forme davvero pulite, eticamente parlando ed ecologisticamente, che sostituiscano le forme industriali sopra accennate fisiologicamente di grave impatto ambientale: occorre favorire pertanto l’autoproduzione di energia del sole con pannelli fotovoltaici ubicati sui tetti degli edifici recenti, superfici queste biologicamente morte, inutilizzate, estesissime per centinai e centinaia di ettari; le ubicazioni su di esse dei pannelli capta sole hanno pertanto un impatto nullo ambientale ed estetico, con azzeramento del consumo di vivo suolo, e massimo rispetto del paesaggio e degli edifici, luoghi e centri storici. Si pensi alle enormi superfici dei capannoni industriali, di scuole, altri istituti, ospedali, caserme, uffici pubblici, condomini, civili abitazioni di epoca recente, parcheggi coperti, stazioni ecc. ecc. Non solo, in tal modo si aiutano direttamente i privati che installando i pannelli sui tetti di loro proprietà ne conseguono immediati sgravi in bolletta, senza più alcuna speculazione ai loro danni e ai danni delle casse dello Stato intero! Prima si inizi, con la politica dei piccoli passi, a solarizzare i tetti degli edifici recenti, all’indomani del recente referendum, rimandando alla fine di tale operazione, la valutazione di ulteriori strategie energetiche, dopo aver ponderato i virtuosi risultati così ottenuti dal paese in termini energetici!

Inoltre un appello a tutti gli enti preposti ai controlli sulle autorizzazioni rilasciate, a tappeto, si laddove per situazioni omertose o altro non vi siano esposti, sia laddove ci siano già esposti alla Magistratura per irregolarità, falsità ed omissioni! Autorizzazioni che devono essere revocate in autotutela a difesa dei cittadini vittime di tali soprusi e vengano riconosciuti i danni morali e materiali subiti.
Si chiede al Governo una moratoria urgente per gli impianti industriali fotovoltaici a terra ed eolici, considerata la necessità di verificare le procedure adottate da Comuni e Province che in molti casi risulterebbero difformi e irregolari, e soprattutto al fine di impedire la catastrofica e generalizzata devastazione che la loro realizzazione comporterebbe per grandissime aree dell’intero paese, che verrebbero stuprate profondamente e snaturate senza neppure poter trovare precedenti storici oggi, per descriverne sensitivamente l’ immane portata!
L’appello ad un impegno politico-trasversale forte per salvare, con l’economia di questo nostro Paese, forse per la prima volta nella sua storia, anche il paesaggio e la natura, che questi impianti falso-ecologisti, e dalle falsissime e artatamente gonfiate ricadute occupazionali, di eolico e fotovoltaico industriali, distruggono ignominiosamente!


La crescente rete di persone incontratasi su facebook costituirà un Comitato Nazionale legalmente riconosciuto che sia anche portavoce e cassa di risonanza forte di tutti e possa presentare delle mozioni ai responsabili dell’ambiente! Un comitato che nasce già dalla confluenza di tantissime realtà associative, e comitati locali e nazionali e di tantissimi cittadini italiani e non amanti del paese più bello del mondo!
Vogliamo essere quanto più apartitici possibile, o pan-partitici, la lotta per la difesa del territorio è appena iniziata e chi condivide questo nostro approccio alla soluzione dei problemi di tipo ambientale è invitato ad iscriversi su facebook al link: “Comitato nazionale contro fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi” link: http://www.facebook.com/groups/192311587488270

C' è un ITALIA sotto attacco da SALVARE, da Bonificare, da Ricostruire, da Restaurare, da DECEMENTIFICARE, da Rinaturalizzare, e dobbiamo farlo senza "destra" e "sinistra", e allo stesso tempo con la "destra" e con la "sinistra", consapevoli che son entrambe le due parti inscindibili e complementari del corpo di ognuno di noi! Un eclettismo costruttivo verso un NEO-AMBIENTALISMO finalmente VERO !





Info:

Forum Ambiente e Salute del Grande Salento, rete apartitica coordinativa di movimenti, comitati ed associazioni a difesa del territorio e della salute delle persone
Lecce, c.a.p. 73100 , Via Vico dei Fieschi – Corte Ventura, n. 2
e-mail: forum.salento@yahoo.it, forum.salento@libero.it ,
Sito web: http://forumambientesalute.splinder.com/

Coordinamento Civico apartitico per la Tutela del Territorio, della Salute e dei Diritti del Cittadino
rete d’azione apartitica coordinativa di associazioni, comitati e movimenti locali e non, ambientalisti, culturali e socio-assistenziali
sede c/o Tribunale Diritti del Malato – CittadinanzAttiva
c/o Ospedale di Maglie "M.Tamborino"
Via N. Ferramosca, c.a.p. 73024 Maglie (LECCE)
E-mail: coordinamento.civico@libero.it , coordinamentocivico@yahoo.it