il Comitato Ariacheta aderisce alla RETE della RESISTENZA sui CRINALI

venerdì 14 settembre 2012

ANEV, quante palle!!!

Alcuni amici della Rete ci segnalano un comunicato dell'ANEV, diffuso a mezzo ADN Kronos (la più grande agenzia stampa italiana) e ripreso da varie parti.
Ve lo ritagliamo qui sotto, premurandoci di ricordare che il sig. Mannheimer (al soldo della grande e potente ANEV, associazione dei COSTRUTTORI delle pale eoliche) aveva già più di un annetto fa presentato i risultati di una sua ambiguissima ricerca (se ne era parlato) secondo cui chi abita sotto le pale è - niente meno - contento.
Fossimo il Vernacoliere, si direbbe che le massaie le pale le usano per stenderci il bucato. Ma se vogliamo restare seri ci chiediamo: come mai in TUTTO IL MONDO sorgono questi comitati di rompipalle, che avviano impegnativissime e costose azioni legali contro il disturbo, e per far togliere le pale? Probabilmente facinorosi e teppisti mossi da non si sa bene queli oscure motivazioni (già: chi glielo fa fare?).  Vabbe', in questo paese vige la libertà di espressione (per chi ha i soldi), ma far passare il nero per bianco  sembra davvero eccessivo. Adesso le pale sarebbero silenziose... (e si guardano bene dal citare i dati tecnici sul rumore prodotto, furboni che sono!)

Proponiamo come antidoto a tante idiozie alcune righe tratte un articolo tedesco (http://www.windwahn.de/index.php/news/gerichte/enercon-e-82-pulsed-noise) segnalato e tradotto da Marco, che invece contengono una importante e interessante novità - il riconoscimento del RUMORE A IMPULSI (un piccolo passettino in avanti verso una normativa più attenta?):

Enercon, il più grande d'Europa produttore di turbine eoliche, ha un problema: la decisione della Corte d'appello bavarese a Monaco di Baviera sulla turbina eolica di Kienberg afferma che il modello di turbina E 82 della Enercon emette rumori a impulsi. Pertanto a ogni livello sonoro misurato con gli strumenti devono essere aggiunti 3 (tre) decibel.

Questa aggiunta (di decibel) potrebbe seriamente mettere in discussione qualsiasi sito eolico in prossimità delle abitazioni. Come precedentemente segnalato, la
27-esima Divisione  Civile della Corte di Appello bavarese ha stabilito l'esistenza del rumore impulsivo e dato ragione agli oppositori della turbina eolica in Kienberg (Baviera).



ed ecco infne le prodezze dichiarate da Togni e compari (http://www.adnkronos.com/IGN/Speciali/Eolico/Laccettabilita-sociale-delleolico-e-vicina-all82-piace-soprattutto-a-chi-ci-convive_313672217407.html) - vergognoso tutto, ma in particolar modo la coda sullo sterminio degli uccelli, un dramma ecologico poco visibile ma molto rilevante:

Roma, 7 set. - (Adnkronos) - Si sente spesso parlare dell'eolico come 'nemico' dell'ambiente: rovina il paesaggio, crea problemi all'avifauna e all'agricoltura. Ma è veramente così? Secondo il presidente dell'Anev, l'Associazione nazionale energia dal vento, siamo di fronte "ai falsi miti del nostro mondo" e lo dimostra il fatto che "non ci sono impianti eolici che abbiano subito un'opposizione territoriale tanto da non realizzare la costruzione".
La polemica, dunque, commenta all'Adnkronos, "è più ideologica e poco legata al territorio come dimostra anche una recente indagine realizzata dall'istituto Ispo, guidato da Renato Mannheimer, secondo cui l'accettabilità sociale dell'eolico è vicina all'82%". Un dato che "sostanzialmente è rimasto invariato negli anni". E non solo: "l'indagine dimostra anche che l'accettabilità cresce nelle popolazioni che vivono vicino a questi impianti". Secondo Togni, dunque, "la polemica forte non nasce dal territorio ma da alcuni signori molto rumorosi, come ad esempio Vittorio Sgarbi" che da anni, ormai, dichiara guerra alle pale eoliche. Tra le accuse mosse all'eolico c'è sicuramente anche la rumorosità: "è vero che gli impianti sperimentali, all'inizio del 2000, avevano una rumorosità maggiore ma oggi non è più così. Le macchine moderne, che rappresentano il 99,5% dell'installato del mondo, non sono affatto rumorose. Crea molto più problema il traffico in città". Quanto ai problemi legati all'avifauna, purtroppo, spiega Togni, "gli uccelli si scontrano spesso su tutte quelle che sono le infrastrutture create dall'uomo. Secondo un'indagine della Commissione Europea, tra i responsabili troviamo al primo posto le autostrade mentre l'eolico è quasi irrilevante". Nonostante ciò, "come associazione abbiamo istituito insieme a Legambiente un osservatorio nazionale sull'avifauna che è partito lo scorso anno e a breve presenteremo i primi risultati". L'obiettivo, spiega il presidente Togni, "è avere il minor impatto possibile. Per questo i nostri associati sono tenuti ad evitare di installare impianti dove è presente fauna selvatica di pregio o rischio di estinzione". A fine 2011 la potenza installata ammonta a 7000 Mwatt "e sono 6879 le pale eoliche in Italia". 

Che dire? Invitiamo il signor Togni a presentarsi al convegno di Acquapendente (VT), il 29 settembre, organizzato dal Comitato Nazionale contro Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi.
Vedremo se saprà convincerci.

LV

mercoledì 18 luglio 2012

Associazioni, Comitati e cittadini della Toscana vorrebbero che il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi rispondesse ad alcune semplici domande



1  E’ vero che il Settore VIA ha attualmente in istruttoria importanti progetti infrastrutturali per i quali il Governatore Rossi ha già firmato appositi protocolli d'intesa e ha dichiarato che la Regione sta lavorando  "per rilasciare i permessi di realizzazione” entro l'estate?
2  E’ vero che tra i progetti di cui sopra sono comprese le Terze Corsie della A11 e della A1, per le quali la Società Autostrade per l'Italia ha ripetutamente criticato le osservazioni dell’ufficio VIA regionale che, se imposte, determinerebbero "costi e impatti  sull'esercizio, tali da rendere infattibile la realizzazione della Terza corsia autostradale "?
3   E’ vero che l'istruttoria tecnica regionale in materia di VIA relativa alla costruzione della collina schermo di Cavriglia con i materiali del sotto attraversamento ferroviario di Firenze ha portato a definire tali materiali rifiuti speciali e che quindi le modalità per il conferimento a Cavriglia  dovranno rispettare le norme in materia di trattamento rifiuti?
4  E’ vero che deve ripartire il processo di VIA  sull'elettrodotto Cavriglia - Monte San Savino  per il quale IL Settore VIA aveva proposto modifiche sostanziali e migliorative degli impatti devastanti che avrebbe avuto il primitivo progetto di maxi elettrodotto in aree di grande pregio ambientale? 
5 E’ vero che dopo lo sfruttamento minerario dell’Eni e le successive richieste di bonifiche, non ancora ultimate, la Regione Toscana ha rilasciato una cinquantina di autorizzazioni a perforazioni minerarie a multinazionali estere?
6  Come intende il Governatore risolvere la questione delle modifiche progettuali all'impianto eolico di Riparbella  già eseguite in ASSENZA DI VERIFICA e per la quale è aperta una indagine della Magistratura?
7  Alla luce di quanto sopra esposto, cosa pensa di produrre di positivo per la collettività toscana con la rimozione sostituzione del responsabile del Settore VIA Fabio Zita al quale sono riconosciute non solo a livello regionale,  una professionalità e una grande capacità nella delicata gestione dei processi partecipati?
8 Il Governatore Rossi pensa che i cittadini toscani possano credere che l’allontanamento forzato del Responsabile del settore VIA sia da ascrivere esclusivamente ad una "normale riorganizzazione"?
E proprio riguardo alla partecipazione democratica abbiamo apprezzato l'enorme mole di lavoro di cui il Settore Via si è fatto carico, negli anni, per analizzare tutti i progetti depositati e dare la possibilità di fare osservazioni alle Soprintendenze, Enti, associazioni ambientaliste, comuni cittadini e associazioni di categoria.  Proprio grazie alla L.R. 40 è stato permesso ad associazioni e cittadini di poter assistere alle conferenze dei servizi esterne, un’opportunità che manca in altre regioni. Abbiamo assistito a decine di Conferenze, in particolare per impianti eolici sui crinali toscani e delle ragioni confinanti e possiamo dire che la trasparenza e la scrupolosità dei funzionari degli uffici del Settore, sono stati finora, a ragione, un punto di forza della Toscana.

  Attendiamo risposte a tutti questi quesiti  e considereremo eventuali risposte poco convincenti una  conferma di   comportamenti poco trasparenti dei quali la politica dovrà assumersi in toto la responsabilità.

16 luglio 2012
Italia Nostra
 Comitato contro il sotto attraversamento TAV di Firenze
Cittadini area fiorentina/Comitati dei cittadini-Firenze
IPC  Insieme per Cambiare Riparbella  (Pisa)     
 Coordinamento territoriale no Sat   
Gruppo imprenditori  dell’agriturismo Alta Maremma e della Val di Cornia.
 Comitato Ariacheta (San Godenzo Fi)
RRC   Rete della Resistenza sui Crinali alto  appennino
Comitato Albegna Viva (Gr)
 Comitato Nazionale contro il Fotovoltaico e l'eolico nelle Aree Verdi
Coordinamento dei Comitati e associazioni ambientaliste della Provincia di Grosseto

giovedì 28 giugno 2012

15 giugno, Regione Toscana: una losca manovra di Rossi

Il Comitato Ariacheta con costernazione apprende della recente manovra del governatore della Regione Toscana (commentata qui sotto dai comunicati che riportiamo).
Si tratta di un atto grave che con un colpo di mano, per altro in nessun modo motivato,  elimina uno dei pochi controlli ancora esistenti sul territorio, lascinado mano libera agli interessi delle grandi cordate che operano nel settore delle opere pubbliche.
Tutta la nostra solidarietà a Fabio Zita, il funzionario dell'Ufficio Via di cui negli anni abbiamo imparato ad apprezzare la trasparente integrità, e all'amica Mariarita Signorini di Italia Nostra, che con incessante energia da anni continua a denunciare le losche manovre dietro cui si celano gli speculatori del territorio.


Con delibera del 15 giugno, il governatore compie il "piccolo golpe" (secondo la definizione di Italia Nostra e ComitatonotunnelTav che denunciano l'accaduto) e avoca a se stesso le deleghe

 Firenze - Cosa succede in Regione Toscana? Qualcosa che Italia Nostra Firenze giudica "un piccolo golpe". E sono Maria Rita Signorini, del direttivo nazionale dell'associazione ambientalista, insieme a Tiziano Cardosi, esponente del ComitatonotunnelTav, a fare emergere la delibera del 15 giugno con cui il presidente Enrico Rossi toglie all'assessorato all'ambiente e riserva a se stesso le competenze su Via (valutazione d'impatto ambientale) e Vas (valutazione ambientale strategica) "peraltro – come aggiungono Signorini e Cardosi – senza alcuna motivazione".

"E' inquietante perché avviene all'indomani delle dichiarazioni dello stesso presidente sull'assoluta necessità di procedere con le "grandi opere" infrastrutturali che interessano massicciamente la Regione, a partire dal nefasto progetto di sottoattraversamento fiorentino di Tav – spiega la nota congiunta - non vorremmo che quella dichiarata necessità comportasse lo svuotamento degli strumenti di controllo e valutazione dei progetti, fra cui appunto la Via e la Vas".

Ma non basta, come spiegano Signorini e Cardosi. "Nello stesso momento voci fondate e sempre più insistenti parlano dell’avvenuta rimozione del Responsabile del Settore regionale competente per la Via, per destinarlo ad altro incarico". Insomma, quello che preoccupa l'associazione ambientalista e il ComitatonotunnelTav, è la "desertificazione" che di fatto "sembra essere praticata in una postazione così importante, che svolge un controllo su permessi fondamentali per assicurare la sostenibilità delle opere sottoposte a giudizio degli esperti". E la polemica è inevitabile: fra le cause della decisione del governatore, i dubbi espressi da Signorini e Cardosi energono chiari. "Forse applicare le leggi e quegli strumenti di controllo e valutazione, costituiva un "ostacolo" agli appetiti cementizi? - attaccano - non sarà perché, ad esempio, con un atto esemplare, basato su pareri tecnici di Arpat e Ministero, il Settore Via ha dato parere negativo all'utilizzo alla miniera di Santa Barbara del materiale scavato dalla talpa (Monnalisa) classificato come rifiuto? Questa classificazione rende impossibile l'inizio dello scavo delle gallerie fiorentine, dimostrando la falsità delle dichiarazioni di tutti quelli che vogliono questo progetto ad ogni costo (dall'AD delle ferrovie Mauro Moretti, all'ex ministro delle infrastrutture Altero Matteoli, all'ex assessore regionale e attuale responsabile del PD per le infrastrutture e consigliere del Fondo F2i Riccardo Conti, fino al presidente regionale). Purtroppo i fatti denunciati, privi di alcuna motivazione, autorizzano domande inquietanti, a cui chiediamo una risposta".

E di fronte al fatto compiuto, Italia Nostra parla di un vero e proprio "piccolo golpe": in realtà, si tratta di una competenza propria del presidente, anche se, vista la delicatezza eell'argomento, forse sarebbe stata auspicabile una decisione più ... "condivisa".
E dunque? Tutto, per Italia Nostra e per il Comitato NotunnelTav rimane affidato al consiglio regionale, di cui si auspica "un sussulto di orgoglio perché fermi questo vergognoso tentativo di annullare ogni controllo democratico e amministrativo".

© STAMPTOSCANA

 


Tav, Rossi esautora Bramerini e dirigente Valutazione ambientale. De Zordo: "Tutele troppo invadenti per il presidente ambientalista del fare".

26 Giugno 2012 11:14

Alta velocità Tav, Rossi esautora Bramerini e dirigente Valutazione ambientale.
De Zordo: "Tutele troppo invadenti per il presidente ambientalista del fare".


Il presidente regionale Enrico Rossi sta mostrando un decisionismo muscolare in materia di "grandi opere" che ci suscita più di un allarme. Prima fa le distinzioni fra ambientalisti "buoni" (lui) e "cattivi" (chi si oppone a un inceneritore, una autostrada, un supertunnel), con una logica del "fare" che prescinde dal merito delle opere e delle motivazioni. Poi, individuando nelle "grandi opere" il motore del futuro regionale, si lamenta che queste vadano troppo a rilento, e sprona tutti ad affrettarsi.

Passando dalle parole ai fatti, con un decreto del 14 giugno, che non riporta alcuna motivazione, toglie la competenza in materia di Valutazione di Impatto Ambientale e di Valutazione Ambientale Strategica a chi ne è naturale depositario, l'Assessore all'Ambiente Bramerini, per riservare a se medesimo l'onere e l'onore di occuparsi direttamente della questione.

Infine rimuove, secondo notizie fondate, il dirigente regionale del settore Valutazioni ambientali, per sostituirlo non si sa con chi. Non è dato conoscere neanche in questo caso le motivazioni di un avvicendamento improvviso e inspiegabile. Evidentemente qualcosa non andava. Il dubbio che ci coglie, vedendo tutto l'insieme, è che quello che non piaceva al presidente Rossi fosse un sistema di regole, di tutele e di valutazioni evidentemente troppo invadente per il suo ambientalismo, più attento al "fare" che all'ambiente.

Il dubbio è che meno si scava (nei progetti, non nei tunnel) e meglio è, che l'importante è aprire cantieri, senza tanti "lacci e lacciuoli". Hai visto mai che su certi terreni Rossi e Renzi, che sono ormai come cane e gatto, sono in realtà più vicini di quanto non si pensi

Gruppo Misto Regione Toscana

Comunicato del 27/06/2012

martedì 20 dicembre 2011

Lettera ai Ministri sull'incentivazione all'eolico

(la riportiamo integralmente, perché è anche un importante aggiornamento sulla situazione e sui nuovi equilibri che si stanno delineando)




Alla cortese attenzione di:


Corrado Passera, Ministro dello Sviluppo economico, Infrastrutture e Trasporti;

Corrado Clini, Ministro dell’Ambiente, del Territorio e del Mare

Lorenzo Ornaghi, Ministro dei Beni Culturali

Mario Catania, Ministro dell’Agricoltura

Piero Gnudi, Ministro degli Affari regionali e del Turismo

Fabrizio Barca, Ministro della Coesione territoriale Vittorio Grilli, Viceministro dell’Economia e delle Finanze




Roma 16 dicembre 2011

Signori Ministri,


Scriviamo in previsione degli attesi provvedimenti di attuazione del dlgs 28 - 2011, in particolare di quello che riguarderà gli incentivi per gli impianti eolici. Anche se condividiamo la sostanza della riforma che sostituisce i certificati verdi con le aste al ribasso per gli impianti di potenza superiore ai 5 MW e la ridefinizione degli incentivi negli altri casi, restiamo preoccupati per il proliferare di giganteschi impianti eolici nei luoghi più belli e integri d’Italia e temiamo che i tempi e le scelte adottate possano essere inadeguati all’urgenza e alla gravità della situazione. Noi crediamo che, nell’attuale congiuntura economica, la modifica del sistema incentivante debba obbligatoriamente tener conto di alcuni fattori:


- Anche se non riguardano la materia fiscale, gli incentivi alle fonti rinnovabili sono a carico dei contribuenti italiani e delle imprese nazionali nella loro veste di consumatori-utenti: è opportuno dunque che rispondano a criteri di equità e congruità.

- nel caso dell’eolico e del fotovoltaico gli incentivi, rappresentano un enorme fiume di danaro proveniente dai contribuenti italiani, che prende la via dei paesi produttori e delle multinazionali".


- l’eccesso d’incentivi a queste due fonti ha penalizzato, nei fatti, la promozione di altre fonti, come quelle termiche, a prevalente tecnologia e produzione italiana e sottraggono necessari finanziamenti alla ricerca scientifica sulle rinnovabili per arrivare alla microgenerazione a vantaggio delle popolazioni e non alle grandi centrali che mantengono un regime di oligopolio.


- l’incentivazione agli impianti eolici in Italia è stata fino a oggi la più alta del mondo. Solo per questa ragione è stato conveniente impiantare oltre 5000 torri per una potenza complessiva di 6.000 MW, non certo per la loro produttività. Infatti, la ventosità in Italia si attesta in media sulle 1500 ore/anno ben al di sotto delle 2000 ore/anno ritenute utili per una produzione competitiva. Vi è quindi il rischio palese d’innumerevoli impianti già autorizzati o con pareri ambientali emessi (per quanto opinabili) che rischiano di essere realizzati per ulteriori, quanto ben poco utili, 6000 MW.


- La cronaca giudiziaria ha evidenziato inchieste per speculazioni e malaffare relative a impianti eolici su tutto il territorio nazionale e in particolare nel mezzogiorno. Le Regioni, cui spettava la facoltà d’intervenire con misure urbanistico-territoriali dopo le tardive Linee Guida nazionali in materia, del settembre 2010, sostanzialmente non hanno adottato misure importanti su questo piano, mentre la mole oceanica di progetti già presentati rivendica diritti acquisiti in ordine a qualsivoglia, eventuale approccio in tal senso.


- La speculazione avviene anche a spese del patrimonio culturale collettivo del paesaggio italiano, proprio nei siti dove esso è giunto integro fino ai nostri giorni: sui crinali appenninici, sulle colline, nei luoghi isolati di grande valore naturalistico, dove transitano gli uccelli migratori o si riproducono le specie faunistiche ormai rarissime.


- In molti casi, gli impianti eolici danneggiano pesantemente un altro tipo di green-economy come quella agrituristica o della valorizzazione culturale dei territori che si basa, invece, sulla conservazione e tutela della natura e del paesaggio italico, beni primari che, ci permettiamo di far notare, non potranno mai essere delocalizzati altrove, parte imprescindibile di un auspicabile rilancio della nostra economia, nella misura in cui sarà salvaguardato ciò che ne rimane.



Il Presidente della Repubblica ha esplicitamente parlato, appena pochi giorni fa, di "momento di straordinaria difficoltà" e ha affermato che "siamo arrivati giusto in tempo per evitare sviluppi in senso catastrofico della situazione". Noi sappiamo che il Governo spagnolo, di recente, dovendo affrontare l’analoga emergenza finanziaria, ha rinunciato agli eccessi di prodigalità del proprio sistema incentivante dell’energie rinnovabili con effetti retroattivi, validi cioè anche per gli impianti già in attività. La situazione dei costi di tale sistema in Italia è attualmente ancora più grave di quella spagnola di allora: le ultime stime di fonte AEEG prevedono un esborso annuo, a regime nel 2020, tra i 10 e i 12 miliardi di euro. Considerando anche gli altri oneri da sostenere (in particolare l'adeguamento della rete di distribuzione e la necessità di mantenere gli impianti tradizionali in funzione di back-up degli impianti di produzione non programmabile), stiamo parlando di una cifra abnorme, a carico degli utenti e a vantaggio di una cerchia ristretta di soggetti e società, proprio mentre attraversiamo una crisi economico-finanziaria drammatica.


Se consideriamo l’obiettivo per cui gli incentivi sono stati introdotti, ovvero l’obbligo comunitario del 20/20/20, occorre prendere atto che l'installazione di impianti fotovoltaici ed eolici nel triennio 2009- 2011 procede a un ritmo ben superiore a quello previsto dal Piano di Azione Nazionale per le Energie Rinnovabili ovvero 12.000 MW di eolico e 8.000 MW di fotovoltaico installati al 2020.


La decisione, assunta quest'anno dal Governo, di aumentare a ben 23.000 MW, entro il 2016 (quindi con 4 anni di anticipo sulle scadenze del 2020), la potenza installata fotovoltaica (con impianti che noi vorremmo vedere collocati esclusivamente nelle aree industriali e sopra ai tetti degli edifici recenti e non su suolo agricolo o in zone di pregio) dovrebbe ragionevolmente compensare la necessità d’installare altri impianti eolici di vertiginosa altezza, che rappresentano la nostra massima preoccupazione dal punto di vista ambientale, paesaggistico e culturale. Gli impianti eolici hanno già causato danni irreparabili in molte zone del mezzogiorno e delle isole e adesso minacciano anche le zone naturalisticamente pregiate del centro-nord.


Tranne sparute eccezioni, per anni la politica si è sottratta a un’oggettiva valutazione di questa sconcertante situazione. Ora confidiamo in questo Governo e nella competenza del Ministro dell'Ambiente Corrado Clini, che ha affermato di recente: "Dobbiamo affrontare la tematica ... tenendo conto che da un lato bisogna assicurare la massima utilizzazione di queste fonti e dall'altra il rispetto degli usi bilanciati del territorio." e "... nel nostro Paese abbiamo sicuramente problemi sull'eolico perché bisogna anche paragonare il valore economico e ambientale della generazione dell'elettricità da eolico con quello della protezione del paesaggio, prezioso per la nostra economia. Qui dobbiamo essere molto cauti e considerare, anche in questo caso, la possibilità di evoluzioni tecnologiche di energia eolica con minor impatto sul paesaggio."


Sono affermazioni che condividiamo e di cui vorremmo vedere attuato il senso nell'atteso provvedimento. Ribadiamo che non siamo contrari all’energie rinnovabili, né vogliamo penalizzarne l'uso ragionevole; ma ci opponiamo alle devastazioni che spesso le centrali producono sul paesaggio, "bene comune "che rinnovabile non è; In particolare riteniamo necessario che:


- Si attui, preventivamente, un censimento degli impianti già installati e di quelli già autorizzati su tutto il territorio nazionale.


- Nel frattempo si proceda a una moratoria, così come sollecitato anche dal Tavolo della domanda di Confindustria nella lettera al Ministero dello Sviluppo Economico dello scorso ottobre, nella quale si parlava, senza mezzi termini, di "rischi di collasso" per il sistema elettrico e della necessità di evitare "una grave debacle per il sistema elettrico ed il sistema industriale italiano".


- Sia ridotta la soglia degli certificati verdi emessi annualmente, in base a quanto previsto dall’art.148 della Legge finanziaria 2008 che prevede che "il valore di riferimento (fissato da quell’anno a 180 euro al MWh) e i coefficienti.... possono essere aggiornati, ogni tre anni, con Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico..."


- L’installazione di potenziale fotovoltaico eccedente il valore obiettivo proposto all'Unione (8.000 MW, mentre siamo già a quasi 12.000 MW in esercizio) vada a detrazione della quota prevista dal PAN per l'eolico.


- Le quote di potenziale eolico da installare annualmente tramite il sistema delle aste al ribasso venga definito dal Governo nazionale, e non delegato alle Amministrazioni periferiche, più facilmente condizionabili dagli enormi interessi in gioco. In ogni caso ribadiamo l’assoluta opportunità e legittimità di tagliare gli incentivi a questa tecnologia, allocabile in aree sempre meno ventose, in ragione del nuovo apporto energetico da fotovoltaico.

Altresì, il sistema per gli impianti inferiori a 5 MW deve essere ulteriormente reso garantista poiché tale potenza è di per sé non trascurabile quando si parla d’impianti da fonte rinnovabile. Ne sia un esempio la drammatica deregolamentazione degli impianti eolici e fotovoltaici da 1MW che imperversano in Puglia e Basilicata.


- Per analoghi motivi, la definizione delle quote regionali di burden sharing prevedano anche delle quote massime per regione, oltre le quali gli incentivi pubblici non dovrebbero essere più assegnati.


- Si affronti il tema della decarbonizzazione del nostro sistema Paese,

partendo da un approccio multidisciplinare, scevro da ideologie preconcette, concertato e soprattutto basato sul maggior valore aggiunto in termini di risultato nella lotta ai gas serra.



Altura

Amici della terra

Comitato nazionale del Paesaggio

Comitato per la Bellezza

Italia Nostra

LIPU

Mountain Wilderness

Movimento Azzurro

Terra Celeste

VAS (Verdi Ambiente e Società)


Elenco comitati ed associazioni territoriali che sottoscrivono il documento:


Comitato Nazionale contro Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi.


Appennino Tosco emiliano-romagnolo e aree limitrofe:

Associazione Ornitologi dell'Emilia Romagna (ASOER)

Comitato Ariacheta (San Godenzo FI)

Comitato Alta valle del Sillaro (BO)

Comitato Monte Faggiola (Firenzuola FI)

Comitato interregionale salvaguardia Appennino tosco-emiliano-ligure (CISATEL)

Comitato Prato Barbieri (Bettola PC)

Comitato Tutela Paesaggio di Piacenza Comitato di Sparvo (Castiglione dei Pepoli BO)

Comitato per il territorio delle Quattro Province (PC, AL, GE, PV)

Comitato Difendiamo la Garfagnana (Casola MS - Minucciano LU)

Comitato Salviamo Biancarda e Poggio Tre Vescovi (Verghereto FC, Casteldelci RN, Badia Tedalda AR)

Comitato in difesa del paesaggio di Camugnano (BO)

Comitato Monte dei Cucchi - La Faggeta (San Benedetto val di Sambro BO)

Comitato Bruscoli - La Faggeta (Firenzuola FI)

Comitato La luna sul monte (Pontremoli MS)

Comitato per la valorizzazione e lo sviluppo sostenibile dell'Appennino pistoiese

Comitato Passo delle Pianazze - Case Ini (Farini PC - Bardi PR)


Maremma

Comitato GEO - Ambiente & Territorio Monterotondo Marittimo

Comitato contro il Mega progetto Poggio Malconsiglio (Riparbella Pisa)


Alpi liguri:

Comitato Pro M. Armetta, M. Dubasso (Alto CN) Comitato popolare Sciancui (Ormea CN) Comitato Mindino Libero (Garessio CN) Associazione Cuneobirding


Marche:

Comitato No Megaeolico (PU) Comitato per la difesa del monte Mezzano (Sassoferrato AN)

Associazione Sibilla Appenninica


Molise:

Comitato pro-tempore La rete contro l'eolico selvaggio e i rifiuti del Molise (136 comitati e associazioni molisane)


Tuscia:

Rete di Salvaguardia del Territorio

Associazione Alleanza per l'Ambiente - Terra e Natura


Basilicata:

Organizzazione lucana ambientalista (OLA)

Comitato Ambiente Paesaggio Sicurezza e Salute (Lavello PZ)

Città plurale Matera

giovedì 24 novembre 2011

Comunicato dei Comitati Monte Faggiola e Ariacheta


I comitati Monte Faggiola e Ariacheta, formati da cittadini dei comuni di Firenzuola e San Godenzo, per contrastare la proliferazione incontrollata degli impianti eolici industriali sui crinali appenninici

 

esprimono il proprio pieno apprezzamento per l'operato della Regione Toscana

e denunciano le pubbliche  menzogne di Baronti, presidente di Legambiente Toscana

 

dopo avere appreso che nel corso alla trasmissione "Girotondo", andata in onda su TELEIRIDE il 27 ottobre (e tuttora visibile all'indirizzo internet www.teleiride.tv/video/girotondo-271011) il sindaco di Firenzuola Claudio Scarpelli e Piero Baronti, presidente di Legambiente Toscana, hanno aspramente e sprezzantemente criticato l'operato dei tecnici della Regione in merito alla Valutazione di Impatto Ambientale che ha espresso parere NEGATIVO sui mastodontici progetti proposti dalla società privata EDVT sui territori dei comuni di Firenzuola e San Godenzo.

Nel fervore di propagandare l'innocuità dei progetti da lui sostenuti, Baronti non ci ha risparmiato affermazioni false (per chi volesse verificare, al minuto 45.45" della trasmissione in questione): ha negato che l'impianto eolico industriale di San Godenzo sia sottoposto a vincoli, mentre viene di fatto proposto all'interno del sito di interesse comunitario "SIC Muraglione Acquacheta", facente inoltre parte della Rete Natura 2000 e qualificato dagli strumenti urbanistici comunali e dalla Regione come un'area di transito della fauna migratoria, adiacente al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi; incomberebbe altresì sulla valle dell'Acquacheta, il cui immenso valore paesaggistico è riconosciuto anche dal Comune.

 

I comitati ritengono pertanto doveroso informare ed allarmare la popolazione su questa campagna denigratoria condotta verso le istituzioni, confermando la propria piena fiducia nell'operato dei funzionari, del loro staff e del loro Ufficio tutto, nel cui operato riconoscono e apprezzano imparzialità, competenza, rispetto della normativa vigente di tutela.

Tanto più meritevoli risultano tali valutazioni per la limpidezza e trasparenza delle motivazioni, a contrasto con le fumose argomentazioni dei loro detrattori. In tali argomentazioni denunciamo allarmati l'espressione di forti pressioni di carattere politico e finanziario che tutti facilmente possiamo immaginare accumularsi nei meandri dei palazzi.

 

Cogliamo inoltre l'occasione per esprimere sentito ringraziamento da parte del territorio e di chi lo abita e vive anche alle numerose Associazioni Ambientaliste che ci hanno appoggiato in questi anni di lotta, piccoli Davide contro feroci Golia (dove la speculazione eolica può portare si è visto nel meridione), e in particolare:

 

- Italia Nostra tutta e in particolare Mariarita Signorini, sempre e ovunque presente

- WWF sezione regionale dell'Emilia Romagna e delle province romagnole

- Legambiente, ovvero tutte quelle sezioni locali che si sono con fermezza opposte  all'inaccettabile alleanza pro-eolico industriale stipulata dei vertici

- Rete per la Resistenza sui Crinali, animata da Alberto Cuppini e Andrea Benati

- Mountain Wilderness, rete nazionale e locale

Associazione Italiana per la Wilderness 

- Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e dei Monti Falterona e Campigna

- Pro Natura, Toscana ed Emilia Romagna

- CAI, sezioni locali e direzione nazionale

- Asoer, Associazione degli ornitologi dell'Emilia Romagna

- Lipu, Lega per la protezione degli uccelli

- Coldiretti, Mugello e nazionale

- CNP, Comitato Nazionale per il Paesaggio

- Altura, Associazione Nazionale per la Tutela dei Rapaci

 

... per non dimenticare infine le associazioni minori e tutti i singoli cittadini del Mugello e della Romagna che hanno inteso il rischio cui è sottoposto il nostro territorio e la nostra salute, e che in questi anni hanno sostenuto le nostre iniziative...

 

Comitato Monte Faggiola (Firenzuola)

Comitato Ariacheta (San Godenzo)  

venerdì 4 novembre 2011

Confindustria nella sua lettera al Governo del 13 ottobre scorso:

"Il sistema elettrico italiano rischia il collasso sotto il peso di una disordinata ed incontrollata esplosione delle fonti rinnovabili, principalmente fotovoltaico ed eolico."

"Terna ha evidenziato ... come la dimensione raggiunta dal parco rinnovabile italiano abbia già portato il paese alla soglia del black out nazionale, quale quello occorso nel 2003."

"Evitare quella che ora ha tutta l'aria di una grave debacle per il sistema elettrico ed il sistema industriale italiano."

"Si dia corso ad una moratoria, per lo meno per i grandi impianti..."

Abbiamo scelto poche frasi, ma significative, ci sembra.

giovedì 25 agosto 2011

TAR, EU e IMPIANTI EOLICI


ANSA, 21-7-11: "Le norme comunitarie consentono di vietare gli impianti eolici nei siti protetti che fanno parte della rete ecologica ''natura 2000''. E' quanto sottolinea oggi la Corte europea di giustizia del Lussemburgo in una sentenza relativa alla causa che vede opposta la Regione Puglia all' azienda agro-zootecnica Franchini e alla Eolica Altamura. L'Eolica Altamura aveva acquisito i diritti per realizzare un parco eolico sui terreni dell'Azienda zootecnica Franchini, ma l'area rientrava nel parco nazionale dell'Alta Murgia, area protetta e classificata come sito d'importanza comunitaria e zona di protezione speciale. Per questo la Regione aveva respinto le richieste di nulla osta. A quel punto le societa' avevano fatto ricorso al Tar chiedendo l'annullamento del regolamento che riteneva le zone non idonee. Il tribunale amministrativo regionale, a sua volta, aveva chiesto l'intervento dei giudici Ue. La Corte ha stabilito che le direttive sulle fonti rinnovabili e sulla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, nonche' le direttive habitat e uccelli selvatici ''consentono allo Stato membro di vietare l'installazione di impianti eolici a finalita' commerciale in un sito di Natura 2000 senza valutazione preliminare dell'impatto ambientale sul sito specifico, purche' siano rispettati i principi di non discriminazione e proporzionalita'''. Spetta al Tar, precisano i giudici, tener conto delle specificita' degli impianti eolici, relative in particolare ai pericoli che questi ultimi possono rappresentare per gli uccelli. Il Tar, spiega ancora la Corte, dovra' quindi verificare la proporzionalita' della misura nazionale, tenendo conto del fatto che questa si limita ai soli aerogeneratori e si applica esclusivamente agli impianti eolici a fini commerciali".