Secondo comunicato - Oggetto: riassunto delle attività del “Comitato Spontaneo Ariacheta”
a) Presentate le osservazioni in Regione
A distanza di un mese e mezzo dalla nascita del comitato facciamo il punto. Il 26 marzo, appena in tempo con la scadenza, abbiamo depositato in Regione le nostre osservazioni sull’impianto eolico industriale progettato sul crinale sopra le nostre teste (in tutti i sensi). Lo stesso stanno facendo diversi enti e associazioni di protezione del territorio e della natura (Parchi, CAI, Italia Nostra, WWF, Lipu, ecc.), che hanno più tempo per la consegna.
Il giorno 2 aprile, abbiamo avuto un incontro informale con la giunta e i rappresentanti dell’apposita Commissione del comune, che però non ha portato ad alcun sostanziale mutamento di posizioni: il comune non vuole o forse non può recedere dalla convenzione che ha firmato, noi restiamo contrari al progetto che vorremmo bocciato in toto.
Nel frattempo continuiamo a documentarci, scoprendo le mille magagne di questo tipo di impianti eolici, e sempre più ci convinciamo di avere ragione: il progetto presentato è una follia e un attentato non soltanto al territorio ma anche al benessere della popolazione – oltre che un ben magro affare economico.
b) Il comitato cresce, e si è munito di un proprio blog: http://ariacheta.blogspot.com
abbiamo ricevuto molte adesioni e molte attestazioni di solidarietà, da privati e associazioni. Grazie a tutti. Appena possibile pubblicheremo una lista.
Sul blog da oggi potete trovare da leggere e scaricare: lo statuto del Comitato Ariacheta, i volantini e i vari documenti elaborati dal comitato (le osservazioni alla Regione), alcune importanti lettere di sostegno, aggiornamenti vari e link. Potrebbe anche diventare uno spazio di dibattito…
c) 2 giugno: fissata la data della camminata sul crinale “Dove osano le pale”
ecco il comunicato, per il momento diffuso solo a stretto giro associazioni e amici:
Cari amici, stiamo organizzando per il 2 giugno una passeggiata sul crinale di San Godenzo dalla Fiera dei Poggi al Monte Peschiena, lungo i sentieri, tra cui lo 00, che il progetto di impianto eolico prevede di trasformare in cantiere e strada camionabile per impiantarvi le fatidiche 14 torri di 155 metri di cui già vi abbiamo informato.
Prima di passare alla divulgazione promozionale dell'iniziativa, che abbiamo intitolato "Dove osano le pale", desideriamo conoscere la vostra disponibilità a parteciparvi, sia come singoli che come rappresentanti di Enti e Associazioni, per poterne ricavare
una maggior visibilità e magari una più consistente adesione generale.
La passeggiata prevede un ritrovo alle ore 10 e un tre ore di cammino tranquillo e quasi in piano sia all'andata che al ritorno in presenza di guide, pranzo al sacco e iniziative lungo il percorso che andranno da interventi specifici sull'ambiente alla musica alle favole. Vi invitiamo a partecipare e se possibile a formulare un vostro eventuale intervento in relazione alle vostre specificità, così da favorire l'informazione e il piacere dell'adesione in tutti coloro che saranno presenti e che ci auguriamo siano numerosi.
Ringraziandovi per l'attenzione, aspettiamo al più presto una vostra risposta.
d) GAS mini eolico - fotovoltaico – idrico
Ci stiamo documentando per capire quali siano le condizioni concrete, dal punto di vista economico, burocratico e ingegneristico, per realizzare mini impianti eolici fotovoltaici e forse anche idrici per le nostre case, usufruendo delle agevolazioni offerte per questo tipo di investimenti (parrebbe facciano rendere i capitali più del 10% - della serie: perché far magnare gli speculatori coi mega impianti a pale quando con i mini possiamo guadagnarci tutti?). Se la cosa vi interessa - se avete tetti o terreni e non avete i capitali i soldi possono metterli altri, oppure le banche, e viceversa, se volete potete investire anche senza costruire impianti sul vostro - se siete nel territorio di Mugello e Valdisieve stiamo cercando di formare un GAS, una specie di cooperativa, inviate una mail ad Ariacheta specificando GAS nel subject.
e) La stampa ha parlato di noi
Dal Resto del Carlino, al Corriere di Forlì, alla Nazione, diversi giorni ci hanno onorato di articoli e trafiletti, li metteremo online appena possibile. Naturalmente parla di noi anche ww.viadalvento.org, il sito che raccoglie a livello nazionale i comitati e le iniziative in opposizione ai mega impianti eolici industriali.
f) Prossima riunione aperta a tutti del Comitato: Mercoledì 6 maggio alle 21
al Cavallino (da San Godenzo si sale sulla strada statale del Muraglione, è poco prima del bivio per Premilcuore)
per ora è (quasi) tutto!
Saluti dal Comitato ariacheta@ymail.com
giovedì 30 aprile 2009
martedì 28 aprile 2009
Lettera al FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano
Fondo per l’Ambiente Italiano
ViaFondo per l’Ambiente Italiano
Viale Coni Zugna, 5 - 20144 Milano
Ufficio Studi e Territorio
Oggetto realizzazione impianto eolico da 46 MW M. Peschiena - Fiera dei Poggi nel Comune di San Godenzo in Provincia di Firenze
Gent.ma Arch. Costanza Pratesi,
le scriviamo per informare la vs Fondazione dell’esistenza di un progetto che minaccia di deturpare irrimediabilmente quello che è stato per secoli un luogo del cuore e potrebbe essere ancora tale per molti toscani e romagnoli. Si tratta del crinale che dalla Fiera dei Poggi corre fino al Monte Peschiena. I luoghi, teatro di importanti eventi storici e culturali, quali l’affermazione del potere territoriale di importanti ordini religiosi (vallombrosani e camaldolesi ) e diocesi (Fiesole), o la presenza della cascata dell’Acquacheta (citata da Dante Inferno, Canto XVI, 94 – 105) verrebbero irrimediabilmente deturpati nella loro antica integrità dalla realizzazione di un impianto industriale per la produzione di energia elettrica da fonte eolica.
Il progetto prevede l’installazione di 14 aerogeneratori di altezza complessiva pari a 155 metri, con diametro del rotore di 101,6 metri, massa della navicella posta a 105 metri di 620 quintali, in grado di generare un rumore di 106 dB(A) e con velocità periferica delle pale di circa 340 km/h ed una resa ottimale di 46,2 MW. Per la realizzazione delle infrastrutture necessarie sarà necessario operare radicali mutamenti immedicabili alla morfologia dei luoghi. L’opera si preannuncia come la più imponente mai realizzata in Toscana e forse in tutto il territorio appenninico. A seguito della realizzazione dell’impianto diverrà di fatto impossibile fruire a causa dell’inquinamento acustico e delle modifiche permanenti dei luoghi:
- di un tratto del sentiero 00 che attraversa tutta la catena appenninica e di percorsi storici di epoca etrusca riconosciuti nello stesso Piano Strutturale comunale.
- di un ampia porzione del SIC 39 Muraglione-Acquacheta, dato che 9 aerogeneratori sono situati all’interno di tale area o sul confine della stessa.
Inoltre il progetto attualmente presentato agli enti competenti al rilascio di parere ai sensi dell art.8 c.1 e c.2 della L.r. 79/98 manca:
- di considerazioni significative circa i possibili impatti dello stesso, in fase di cantiere e in fase di esercizio nei comuni di Premilcuore e nel territorio del Parco Nazionale (fisicamente interessati per la realizzazione dell’opera), e con i Siti di Importanza Comunitaria presenti nel vicino versante Emiliano-Romagnolo (potenzialmente interessati dai probabili impatti generati dall’opera).
- di valutazioni specifiche e dettagliate in merito al paesaggio che andrebbe irrimediabilmente depauperato e deturpato.
I luoghi in questione sono tutelati nei vari strumenti di programmazione a livello regionale, provinciale, e comunale con individuazioni dal generale al particolare di emergenze di carattere storico-ambientale-culturale.
Si precisa che il comitato scrivente non è contrario alla realizzazione di impianti volti allo sfruttamento della risorsa eolica ma chiede che tali realizzazioni siano programmate e realizzate (come previsto dal Piano di Indirizzo Energetico Regionale) dopo un attività di programmazione su scala regionale, mirando a salvaguardare le risorse ambientali locali e finalizzate, con una maggior diffusione di impianti di piccole dimensioni, a rendere la produzione di energia più equilibrata sotto il punto di vista degli impatti e delle risorse utilizzate.
Ci appelliamo dunque alla vs Fondazione perché grazie vs interessamento il progetto possa essere modificato in dimensioni, estensione e localizzazione.
A vs disposizione per ulteriori informazioni porgiamo i più cordiali saluti
Comitato spontaneo Ariacheta
San Godenzo, 28 aprile 2009
ViaFondo per l’Ambiente Italiano
Viale Coni Zugna, 5 - 20144 Milano
Ufficio Studi e Territorio
Oggetto realizzazione impianto eolico da 46 MW M. Peschiena - Fiera dei Poggi nel Comune di San Godenzo in Provincia di Firenze
Gent.ma Arch. Costanza Pratesi,
le scriviamo per informare la vs Fondazione dell’esistenza di un progetto che minaccia di deturpare irrimediabilmente quello che è stato per secoli un luogo del cuore e potrebbe essere ancora tale per molti toscani e romagnoli. Si tratta del crinale che dalla Fiera dei Poggi corre fino al Monte Peschiena. I luoghi, teatro di importanti eventi storici e culturali, quali l’affermazione del potere territoriale di importanti ordini religiosi (vallombrosani e camaldolesi ) e diocesi (Fiesole), o la presenza della cascata dell’Acquacheta (citata da Dante Inferno, Canto XVI, 94 – 105) verrebbero irrimediabilmente deturpati nella loro antica integrità dalla realizzazione di un impianto industriale per la produzione di energia elettrica da fonte eolica.
Il progetto prevede l’installazione di 14 aerogeneratori di altezza complessiva pari a 155 metri, con diametro del rotore di 101,6 metri, massa della navicella posta a 105 metri di 620 quintali, in grado di generare un rumore di 106 dB(A) e con velocità periferica delle pale di circa 340 km/h ed una resa ottimale di 46,2 MW. Per la realizzazione delle infrastrutture necessarie sarà necessario operare radicali mutamenti immedicabili alla morfologia dei luoghi. L’opera si preannuncia come la più imponente mai realizzata in Toscana e forse in tutto il territorio appenninico. A seguito della realizzazione dell’impianto diverrà di fatto impossibile fruire a causa dell’inquinamento acustico e delle modifiche permanenti dei luoghi:
- di un tratto del sentiero 00 che attraversa tutta la catena appenninica e di percorsi storici di epoca etrusca riconosciuti nello stesso Piano Strutturale comunale.
- di un ampia porzione del SIC 39 Muraglione-Acquacheta, dato che 9 aerogeneratori sono situati all’interno di tale area o sul confine della stessa.
Inoltre il progetto attualmente presentato agli enti competenti al rilascio di parere ai sensi dell art.8 c.1 e c.2 della L.r. 79/98 manca:
- di considerazioni significative circa i possibili impatti dello stesso, in fase di cantiere e in fase di esercizio nei comuni di Premilcuore e nel territorio del Parco Nazionale (fisicamente interessati per la realizzazione dell’opera), e con i Siti di Importanza Comunitaria presenti nel vicino versante Emiliano-Romagnolo (potenzialmente interessati dai probabili impatti generati dall’opera).
- di valutazioni specifiche e dettagliate in merito al paesaggio che andrebbe irrimediabilmente depauperato e deturpato.
I luoghi in questione sono tutelati nei vari strumenti di programmazione a livello regionale, provinciale, e comunale con individuazioni dal generale al particolare di emergenze di carattere storico-ambientale-culturale.
Si precisa che il comitato scrivente non è contrario alla realizzazione di impianti volti allo sfruttamento della risorsa eolica ma chiede che tali realizzazioni siano programmate e realizzate (come previsto dal Piano di Indirizzo Energetico Regionale) dopo un attività di programmazione su scala regionale, mirando a salvaguardare le risorse ambientali locali e finalizzate, con una maggior diffusione di impianti di piccole dimensioni, a rendere la produzione di energia più equilibrata sotto il punto di vista degli impatti e delle risorse utilizzate.
Ci appelliamo dunque alla vs Fondazione perché grazie vs interessamento il progetto possa essere modificato in dimensioni, estensione e localizzazione.
A vs disposizione per ulteriori informazioni porgiamo i più cordiali saluti
Comitato spontaneo Ariacheta
San Godenzo, 28 aprile 2009
giovedì 23 aprile 2009
"Carta di Palermo"
Cari amici,
l’impegno in difesa del paesaggio e per rilevare i reali limiti dell’eolico industriale continua. Il CNP, Italia Nostra Roma e EPAW, European Platform Against Windfarms, hanno inviato la Carta di Palermo ai Ministri dell’Ambiente, riuniti a Siracusa in preparazione del G8. Il 5 maggio p.v. saremo poi a Strasburgo per la Conferenza stampa dell’EPAW che riunisce ad oggi 323 organizzazioni di 18 Paesi europei. Sarà per noi presente Peter Glidewell e verrà illustrata la richiesta di moratoria alla Commissione Europea.
CARTA DI PALERMO
A Palermo, nei giorni scorsi, si è tenuto il Convegno Internazionale “Paesaggio sotto attacco. La questione eolica” su invito del Presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo e alla presenza dell’ Accademico di Francia e già Presidente della Repubblica francese, Valéry Giscard d’Estaing, del Presidente della European Platform Against Windfarms, EPAW, Jean-Louis Butré, di Vittorio Sgarbi, di Carlo Ripa di Meana, di molti rappresentanti italiani e internazionali della cultura, docenti universitari sulle energie rinnovabili, delegati delle più importanti organizzazioni paesaggistiche europee.
La carta adottata si propone di ottenere dall’Unione Europea una moratoria sull’eolico che possa raggiungere i seguenti obiettivi:
1. Devono essere stabiliti chiari strumenti giuridici dedicati alla difesa del paesaggio e della biodiversità, che escludano l’installazione di impianti eolici all’interno di aree di rilevanza storica, monumentale, paesaggistica, naturalistica che i Paesi dovranno identificare. Si dovrà estendere, inoltre, un vincolo di rispetto nelle aree circostanti che escluda dall’orizzonte visivo qualsiasi installazione eolica.
2. I Paesi devono analizzare attentamente gli impianti eolici industriali evidenziandone costi e benefici diretti e indiretti. I vantaggi fiscali e finanziari concessi dovranno essere pubblicamente discussi e vagliati dalle competenti Autorità.
3. L’industria eolica non deve godere di privilegi ingiustificati; i progetti dell’industria eolica devono essere approvati o respinti, al pari di ogni altra attività industriale, in base al loro reale rendimento.
4. I Paesi devono impegnarsi a rendere i progetti relativi alle nuove installazioni eoliche del tutto trasparenti e in base agli strumenti giuridici nazionali, sottoporli a un dibattito pubblico che coinvolga la popolazione delle aree interessate.
5. Infine si chiede ai Governi delle Nazioni di valutare attentamente le loro responsabilità in merito all’impatto devastante che l’industria eolica ha sull’ambiente, il paesaggio e la biodiversità.
Le generazioni future li giudicheranno.
l’impegno in difesa del paesaggio e per rilevare i reali limiti dell’eolico industriale continua. Il CNP, Italia Nostra Roma e EPAW, European Platform Against Windfarms, hanno inviato la Carta di Palermo ai Ministri dell’Ambiente, riuniti a Siracusa in preparazione del G8. Il 5 maggio p.v. saremo poi a Strasburgo per la Conferenza stampa dell’EPAW che riunisce ad oggi 323 organizzazioni di 18 Paesi europei. Sarà per noi presente Peter Glidewell e verrà illustrata la richiesta di moratoria alla Commissione Europea.
CARTA DI PALERMO
A Palermo, nei giorni scorsi, si è tenuto il Convegno Internazionale “Paesaggio sotto attacco. La questione eolica” su invito del Presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo e alla presenza dell’ Accademico di Francia e già Presidente della Repubblica francese, Valéry Giscard d’Estaing, del Presidente della European Platform Against Windfarms, EPAW, Jean-Louis Butré, di Vittorio Sgarbi, di Carlo Ripa di Meana, di molti rappresentanti italiani e internazionali della cultura, docenti universitari sulle energie rinnovabili, delegati delle più importanti organizzazioni paesaggistiche europee.
La carta adottata si propone di ottenere dall’Unione Europea una moratoria sull’eolico che possa raggiungere i seguenti obiettivi:
1. Devono essere stabiliti chiari strumenti giuridici dedicati alla difesa del paesaggio e della biodiversità, che escludano l’installazione di impianti eolici all’interno di aree di rilevanza storica, monumentale, paesaggistica, naturalistica che i Paesi dovranno identificare. Si dovrà estendere, inoltre, un vincolo di rispetto nelle aree circostanti che escluda dall’orizzonte visivo qualsiasi installazione eolica.
2. I Paesi devono analizzare attentamente gli impianti eolici industriali evidenziandone costi e benefici diretti e indiretti. I vantaggi fiscali e finanziari concessi dovranno essere pubblicamente discussi e vagliati dalle competenti Autorità.
3. L’industria eolica non deve godere di privilegi ingiustificati; i progetti dell’industria eolica devono essere approvati o respinti, al pari di ogni altra attività industriale, in base al loro reale rendimento.
4. I Paesi devono impegnarsi a rendere i progetti relativi alle nuove installazioni eoliche del tutto trasparenti e in base agli strumenti giuridici nazionali, sottoporli a un dibattito pubblico che coinvolga la popolazione delle aree interessate.
5. Infine si chiede ai Governi delle Nazioni di valutare attentamente le loro responsabilità in merito all’impatto devastante che l’industria eolica ha sull’ambiente, il paesaggio e la biodiversità.
Le generazioni future li giudicheranno.
giovedì 26 marzo 2009
osservazioni del comitato sul progetto: versione di divulgazione
L’impianto eolico-industriale “Fiera dei Poggi-Monte Peschiena” - previsto nel Sito di Importanza Comunitaria “Muraglione-Acquacheta” - San Godenzo (FI)
Cari amici,
molti di voi conoscono già le caratteristiche di questo progetto, i cui obiettivi economici sono riusciti a prevalere sul buon senso degli amministratori locali, e tentano di eludere tutte le norme di governo del territorio, norme che giustamente attribuiscono a quest’area un elevatissimo valore ambientale e paesaggistico.
E’ inutile ribadire che questi impianti industriali si stanno diffondendo su tutto il territorio nazionale in virtù di compensazioni monetarie (contributi alle ricerche e alla realizzazione di impianti, certificati verdi) piuttosto che per una reale e competitiva produzione energetica da fonti rinnovabili.
Come cittadini coinvolti, ci troviamo in una posizione di assoluta debolezza per sostenere, nelle varie sedi istituzionali e di fronte all’opinione pubblica, le ragioni nostre e di chiunque abbia a cuore i valori del territorio. Chiediamo, per questo, il vostro aiuto e sostegno per contrastare gli effetti devastanti che gli impianti eolici industriali producono e produrranno sulle risorse naturalistiche e sui valori culturali della nostro paese. Non siamo certo sfavorevoli all'impiego di fonti alternative di energia, come si vuol far pretestuosamente credere, ma non vogliamo che, dietro motivazioni fittizie, vengano imposti alla collettività progetti di caratura e dimensioni industriali, concepiti, a loro esclusivo vantaggio, da soggetti privati, che sono lontani ed estranei agli stessi contesti di tali realizzazioni.
Per comprendere l’entità e gli effetti dell'intervento qui in oggetto, anche in relazione ai vigenti strumenti di governo del territorio, sarebbe necessaria la lettura dello Studio di Impatto Ambientale, e dei suoi allegati, redatto dai progettisti, unitamente, almeno, agli strumenti di tutela e pianificazione del territorio, vale a dire il Piano Strutturale (“PS”) del comune di San Godenzo, al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (“PTCP”) della provincia di Firenze, e al Piano di Indirizzo Territoriale (“PIT”) della regione Toscana.
Mi rendo conto che la lettura di tutti questi atti richiede un impegno che difficilmente potete affrontare, perché altre e altrettanto importanti attività richiedono la vostra attenzione. Per questo motivo sono a sottoporvi una estrema sintesi dei contenuti del progetto, e della sua oggettiva non-sostenibilità, in riferimento a queste norme di pianificazione redatte, a tutela del territorio, dagli enti di ogni livello.
L'augurio è che questo piccolo contributo vi possa dare alcuni elementi utili per sottoporre le vostre osservazioni alla Regione Toscana, Settore Valutazione Impatto Ambientale (“V.I.A.”), via Bardazzi 19/21 – 50127 Firenze, e ad altre istituzioni che riterrete opportuno informare.
Gli uffici regionali (ai quali dobbiamo riconoscere una trasparenza che è sicuramente mancata ad altri livelli) ci hanno comunicato che accetteranno eventuali osservazioni anche dopo i termini previsti, purchè arrivino prima della Conferenza dei Servizi, che dovrà essere convocata per l'analisi del progetto e per la quale speriamo che siano coinvolti tutti gli Enti che hanno titolo ad esprimersi (altro elemento di cui, da più parti, è stata lamentata la mancanza, grave ed inquietante).
In proposito devo sottolinearvi anche una coincidenza quanto meno sorprendente. Una versione di revisione del Piano di Indirizzo Territoriale (“PIT”) della regione Toscana aveva specificato (articolo 34bis, in sostituzione dell’articolo 34 comma 6) che l’ubicazione di aerogeneratori con altezza al rotore superiore a 25 metri era ammissibile unicamente al di fuori dei Siti di Importanza Regionale: tale prescrizione è stata eliminata nella versione adottata e presentata, a livello dei vertici amministrativi della Regione stessa, il 31 marzo 2009: a questo proposito credo che la procedura ammetta l'espressione di proprie osservazioni a tale modifica.
Sempre in riferimento al “PIT”, vi invito a leggere l’art. 5 (aree tutelate per legge-boschi) e in particolare il “comma 2”.
Grazie a tutti
Il comitato
Cari amici,
molti di voi conoscono già le caratteristiche di questo progetto, i cui obiettivi economici sono riusciti a prevalere sul buon senso degli amministratori locali, e tentano di eludere tutte le norme di governo del territorio, norme che giustamente attribuiscono a quest’area un elevatissimo valore ambientale e paesaggistico.
E’ inutile ribadire che questi impianti industriali si stanno diffondendo su tutto il territorio nazionale in virtù di compensazioni monetarie (contributi alle ricerche e alla realizzazione di impianti, certificati verdi) piuttosto che per una reale e competitiva produzione energetica da fonti rinnovabili.
Come cittadini coinvolti, ci troviamo in una posizione di assoluta debolezza per sostenere, nelle varie sedi istituzionali e di fronte all’opinione pubblica, le ragioni nostre e di chiunque abbia a cuore i valori del territorio. Chiediamo, per questo, il vostro aiuto e sostegno per contrastare gli effetti devastanti che gli impianti eolici industriali producono e produrranno sulle risorse naturalistiche e sui valori culturali della nostro paese. Non siamo certo sfavorevoli all'impiego di fonti alternative di energia, come si vuol far pretestuosamente credere, ma non vogliamo che, dietro motivazioni fittizie, vengano imposti alla collettività progetti di caratura e dimensioni industriali, concepiti, a loro esclusivo vantaggio, da soggetti privati, che sono lontani ed estranei agli stessi contesti di tali realizzazioni.
Per comprendere l’entità e gli effetti dell'intervento qui in oggetto, anche in relazione ai vigenti strumenti di governo del territorio, sarebbe necessaria la lettura dello Studio di Impatto Ambientale, e dei suoi allegati, redatto dai progettisti, unitamente, almeno, agli strumenti di tutela e pianificazione del territorio, vale a dire il Piano Strutturale (“PS”) del comune di San Godenzo, al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (“PTCP”) della provincia di Firenze, e al Piano di Indirizzo Territoriale (“PIT”) della regione Toscana.
Mi rendo conto che la lettura di tutti questi atti richiede un impegno che difficilmente potete affrontare, perché altre e altrettanto importanti attività richiedono la vostra attenzione. Per questo motivo sono a sottoporvi una estrema sintesi dei contenuti del progetto, e della sua oggettiva non-sostenibilità, in riferimento a queste norme di pianificazione redatte, a tutela del territorio, dagli enti di ogni livello.
L'augurio è che questo piccolo contributo vi possa dare alcuni elementi utili per sottoporre le vostre osservazioni alla Regione Toscana, Settore Valutazione Impatto Ambientale (“V.I.A.”), via Bardazzi 19/21 – 50127 Firenze, e ad altre istituzioni che riterrete opportuno informare.
Gli uffici regionali (ai quali dobbiamo riconoscere una trasparenza che è sicuramente mancata ad altri livelli) ci hanno comunicato che accetteranno eventuali osservazioni anche dopo i termini previsti, purchè arrivino prima della Conferenza dei Servizi, che dovrà essere convocata per l'analisi del progetto e per la quale speriamo che siano coinvolti tutti gli Enti che hanno titolo ad esprimersi (altro elemento di cui, da più parti, è stata lamentata la mancanza, grave ed inquietante).
In proposito devo sottolinearvi anche una coincidenza quanto meno sorprendente. Una versione di revisione del Piano di Indirizzo Territoriale (“PIT”) della regione Toscana aveva specificato (articolo 34bis, in sostituzione dell’articolo 34 comma 6) che l’ubicazione di aerogeneratori con altezza al rotore superiore a 25 metri era ammissibile unicamente al di fuori dei Siti di Importanza Regionale: tale prescrizione è stata eliminata nella versione adottata e presentata, a livello dei vertici amministrativi della Regione stessa, il 31 marzo 2009: a questo proposito credo che la procedura ammetta l'espressione di proprie osservazioni a tale modifica.
Sempre in riferimento al “PIT”, vi invito a leggere l’art. 5 (aree tutelate per legge-boschi) e in particolare il “comma 2”.
Grazie a tutti
Il comitato
Osservazioni di Marco Bosi, relative al progetto di parco eolico da realizzare nel comune di San Godenzo
Presentate alla Regione Toscana, nei termini e modi prescritti, da Marco Bosi, residente in San Godenzo.
1) Si fa innanzitutto presente che nella convenzione sottoscritta tra il Comune di S. Godenzo e la società Infrawind s.r.l.,(Vedi Allegato 1) incaricata dell’opera, è riportato che la potenza nominale dell’impianto sarà tra i 12 e i 30 MW; come avviene che la suddetta potenza aumenti fino a 46 MW nel progetto definitivo, presentato dalla Infrawind s.r.l. nel febbraio 2009? Ciò non inficia la validità della convenzione?
2) Alla data della firma della convenzione erano stati depositati gli elaborati progettuali relativi alle caratteristiche e alla consistenza delle opere? E se no, su quale base è stata firmata la convenzione?
3) Come fa un’area ad uso agricolo e boschivo, come risulta essere quella interessata dal progetto eolico, a risultare compatibile con un insediamento industriale di cui, alla data della firma della convenzione, il Comune ignorava tutto, essendo stato il progetto definitivo depositato in data 10 febbraio 2009?
4) In convenzione è stata ben delimitata l’area d’insediamento dell’opera, come si evidenzia nell’allegato A della convenzione stessa. Per quale motivo dunque si presenta un progetto, da parte d’Infrawind s.r.l., che prevede l’insediamento di alcuni aerogeneratori eolici al di fuori della predetta area? Può essere ancora valida una convenzione cosi palesemente disattesa? Tanto più che qualche rigo dopo, nella stessa convenzione, è testualmente scritto che il Comune: ”Dichiara di conoscere l’ubicazione preliminare delle opere dei manufatti”. È una presa in giro? Il Comune all’epoca non conosceva proprio nulla: 1°) perché come già detto l’area interessata si è allargata, 2°) perché i manufatti sono stati definiti solo nel progetto presentato a febbraio. D’altra parte è la stessa convenzione che evidenzia l’ignoranza del Comune, quando affermava che: ”La potenza nominale e la tipologia degli aerogeneratori eolici può subire variazioni in funzione del numero e del tipo d’aerogeneratori determinato dall’iter autorizzativo”.
Riguardo all’ampliamento dell’area d’insediamento c’è da fare un’ulteriore e fondamentale osservazione. I nuovi siti, non previsti, vanno a insistere sulla zona di ricarica delle sorgenti censite nel piano strutturale del Comune di San Godenzo Tavola 12a e12b. (Vedi Allegato 2) e che vanno ad approvvigionare il capoluogo. Si fa presente che esse costituiscono l’unica risorsa idrica del capoluogo, pertanto un eventuale danneggiamento delle stesse risulterebbe un danno non altrimenti risolvibile. Alla luce di questa drammatica eventualità si richiedono indagini mirate e appropriate da realizzare in via preventiva, al fine di scongiurare i rischi derivanti dalle opere di realizzazione dell’insediamento, perché, trattandosi di un sistema oroidrografico estremamente delicato, come riportato dalla relazione idrogeologica a suo tempo realizzata dalle strutture tecniche del CONSIAG di Prato per Publiacqua nel 2001, (Vedi Allegato 3), ogni intervento può compromettere la falda acquifera, sia nella qualità che nella quantità. A tal proposito si rimanda a quanto riportato in convenzione, dove è scritto che: ”Restano a carico d’Infrawind s.r.l.… ogni onere e/o disagio che potranno essere arrecati dalla realizzazione, esercizio e manutenzione del citato impianto”.
Si ritiene dunque opportuno che l’Infrawind s.r.l. si accolli preventivamente, magari tramite fideiussione, il costo di eventuali danneggiamenti che potrebbero essere arrecati alla portata, alla potenzialità e alla qualità delle fonti, portata, potenzialità e qualità ben specificate nell’allegato 3.
1) Si fa innanzitutto presente che nella convenzione sottoscritta tra il Comune di S. Godenzo e la società Infrawind s.r.l.,(Vedi Allegato 1) incaricata dell’opera, è riportato che la potenza nominale dell’impianto sarà tra i 12 e i 30 MW; come avviene che la suddetta potenza aumenti fino a 46 MW nel progetto definitivo, presentato dalla Infrawind s.r.l. nel febbraio 2009? Ciò non inficia la validità della convenzione?
2) Alla data della firma della convenzione erano stati depositati gli elaborati progettuali relativi alle caratteristiche e alla consistenza delle opere? E se no, su quale base è stata firmata la convenzione?
3) Come fa un’area ad uso agricolo e boschivo, come risulta essere quella interessata dal progetto eolico, a risultare compatibile con un insediamento industriale di cui, alla data della firma della convenzione, il Comune ignorava tutto, essendo stato il progetto definitivo depositato in data 10 febbraio 2009?
4) In convenzione è stata ben delimitata l’area d’insediamento dell’opera, come si evidenzia nell’allegato A della convenzione stessa. Per quale motivo dunque si presenta un progetto, da parte d’Infrawind s.r.l., che prevede l’insediamento di alcuni aerogeneratori eolici al di fuori della predetta area? Può essere ancora valida una convenzione cosi palesemente disattesa? Tanto più che qualche rigo dopo, nella stessa convenzione, è testualmente scritto che il Comune: ”Dichiara di conoscere l’ubicazione preliminare delle opere dei manufatti”. È una presa in giro? Il Comune all’epoca non conosceva proprio nulla: 1°) perché come già detto l’area interessata si è allargata, 2°) perché i manufatti sono stati definiti solo nel progetto presentato a febbraio. D’altra parte è la stessa convenzione che evidenzia l’ignoranza del Comune, quando affermava che: ”La potenza nominale e la tipologia degli aerogeneratori eolici può subire variazioni in funzione del numero e del tipo d’aerogeneratori determinato dall’iter autorizzativo”.
Riguardo all’ampliamento dell’area d’insediamento c’è da fare un’ulteriore e fondamentale osservazione. I nuovi siti, non previsti, vanno a insistere sulla zona di ricarica delle sorgenti censite nel piano strutturale del Comune di San Godenzo Tavola 12a e12b. (Vedi Allegato 2) e che vanno ad approvvigionare il capoluogo. Si fa presente che esse costituiscono l’unica risorsa idrica del capoluogo, pertanto un eventuale danneggiamento delle stesse risulterebbe un danno non altrimenti risolvibile. Alla luce di questa drammatica eventualità si richiedono indagini mirate e appropriate da realizzare in via preventiva, al fine di scongiurare i rischi derivanti dalle opere di realizzazione dell’insediamento, perché, trattandosi di un sistema oroidrografico estremamente delicato, come riportato dalla relazione idrogeologica a suo tempo realizzata dalle strutture tecniche del CONSIAG di Prato per Publiacqua nel 2001, (Vedi Allegato 3), ogni intervento può compromettere la falda acquifera, sia nella qualità che nella quantità. A tal proposito si rimanda a quanto riportato in convenzione, dove è scritto che: ”Restano a carico d’Infrawind s.r.l.… ogni onere e/o disagio che potranno essere arrecati dalla realizzazione, esercizio e manutenzione del citato impianto”.
Si ritiene dunque opportuno che l’Infrawind s.r.l. si accolli preventivamente, magari tramite fideiussione, il costo di eventuali danneggiamenti che potrebbero essere arrecati alla portata, alla potenzialità e alla qualità delle fonti, portata, potenzialità e qualità ben specificate nell’allegato 3.
venerdì 20 marzo 2009
lettera di sostegno dal comitato per un'altra Firenzuola
Al Comitato Spontaneo Ariacheta
San Godenzo (FI)
Cari amici,
abbiamo visto il comunicato che avete fatto il 12 marzo sulla installazione di un impianto eolico sui vostri crinali.
Nel nostro comune è ormai da anni che ci battiamo contro la realizzazione di simili impianti, dando voce, in Consiglio Comunale e a livello istituzionale, ai diversi comitati che si sono costituiti per contrastare i vari progetti; per questo esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla vostra lotta e ci auguriamo che fra noi possa concretizzarsi anche una forma di collaborazione operativa.
Vogliamo chiarire da subito che non siamo contrari all’uso del vento come fonte energetica, ma tale uso deve avvenire nei luoghi e nei modi che non pregiudichino le ricchezze naturali (ambientali e umane). Ci sembra che le vostre proposte, sintetizzabili nella formula «creazione di un “distretto energetico da energie rinnovabili” controllato dai cittadini» vada in questa stessa direzione. È una precisazione importante perché l’accusa che piú di frequente ci viene rivolta è quella di essere falsi ambientalisti perché ci opponiamo all’eolico e, in questo modo, daremmo addirittura un aiuto ai sostenitori della reintroduzione del nucleare. Niente di piú falso.
In realtà, intorno alla questione della installazione di grandi impianti eolici industriali ruota una complessa questione economica, che ha come protagonista principale le grandi multinazionali del vento e, con un ruolo di gran lunga secondario, le amministrazioni locali e alcuni privati cittadini sui cui terreni dovrebbero essere collocate le pale.
Crediamo che sia nota la redditività economica di questi impianti che giustifica investimenti ingenti. L’aspetto però che riguarda da vicino i cittadini e sul quale è necessario soffermarsi è quello delle scelte locali (amministrazioni e cittadini).
La situazione economica dei comuni – e a maggior ragione dei piccoli comuni di montagna – è ogni giorno piú difficile e ogni scelta che può incrementare le entrate sembra accettabile e giusta. È comprensibile anche la scelta dei proprietari di terreni che praticamente non danno reddito e dai quali diventa possibile ottenere un compenso «significativo».
Per ciascuno di noi, ma soprattutto per gli amministratori, è necessaria una riflessione seria. È forte per chi ha bisogno di soldi fare proprio il detto popolare «meglio un uovo oggi che una gallina domani». Ma si deve stare attenti che per avere l’uovo non si uccida la gallina.
I nostri territori – come anche voi avete bene individuato – hanno un valore che non è solo ambientale o estetico, ma anche economico. Perché questo valore si concretizzi sono necessari progetti e interventi che richiedono un impegno molto complesso; è molto piú semplice accettare l’offerta dei realizzatori dei grandi impianti industriali.
Si pensi che nel nostro comune (Firenzuola) dal 2002 a oggi sono stati presentati 7 progetti (con una capacità produttiva di circa 200 MW) a nessuno dei quali il Comune ha detto «no». Se per assurdo tutto quello che è stato progettato fosse realizzato il Comune di Firenzuola avrebbe sul suo territorio un terzo degli impianti eolici previsti per tutta la Toscana.
Le procedure devono essere rovesciate: anziché aspettare e accettare le proposte delle multinazionali, dovrebbero essere gli enti locali, in stretta collaborazione con i cittadini e con le istituzioni provinciali e regionali, a individuare i luoghi, le dimensioni, le modalità di realizzazione degli impianti. E la prospettiva, in comuni piccoli come i nostri, deve essere quella dell’autosufficienza energetica dei nostri territori.
Su temi cosí grandi e complessi la fretta e il bisogno sono pessimi consiglieri. Sappiamo che il cambiamento delle politiche energetiche è un bisogno impellente, ma se i grandi inquinatori mondiali si sono presi tutto il tempo che vogliono per continuare a inquinare, in barba al protocollo di Kyoto, prendiamoci anche noi un po’ di tempo per approfondire la discussione con i cittadini, per arrivare a scelte condivise, con la certezza che il nostro impegno e tutto rivolto a contribuire, nel nostro piccolo, alla soluzione del problema energetico e non a creare problemi agli amministratori locali.
Con amicizia
Luciano Ardiccioni
consigliere comunale
Firenzuola, 20 marzo 2009
San Godenzo (FI)
Cari amici,
abbiamo visto il comunicato che avete fatto il 12 marzo sulla installazione di un impianto eolico sui vostri crinali.
Nel nostro comune è ormai da anni che ci battiamo contro la realizzazione di simili impianti, dando voce, in Consiglio Comunale e a livello istituzionale, ai diversi comitati che si sono costituiti per contrastare i vari progetti; per questo esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla vostra lotta e ci auguriamo che fra noi possa concretizzarsi anche una forma di collaborazione operativa.
Vogliamo chiarire da subito che non siamo contrari all’uso del vento come fonte energetica, ma tale uso deve avvenire nei luoghi e nei modi che non pregiudichino le ricchezze naturali (ambientali e umane). Ci sembra che le vostre proposte, sintetizzabili nella formula «creazione di un “distretto energetico da energie rinnovabili” controllato dai cittadini» vada in questa stessa direzione. È una precisazione importante perché l’accusa che piú di frequente ci viene rivolta è quella di essere falsi ambientalisti perché ci opponiamo all’eolico e, in questo modo, daremmo addirittura un aiuto ai sostenitori della reintroduzione del nucleare. Niente di piú falso.
In realtà, intorno alla questione della installazione di grandi impianti eolici industriali ruota una complessa questione economica, che ha come protagonista principale le grandi multinazionali del vento e, con un ruolo di gran lunga secondario, le amministrazioni locali e alcuni privati cittadini sui cui terreni dovrebbero essere collocate le pale.
Crediamo che sia nota la redditività economica di questi impianti che giustifica investimenti ingenti. L’aspetto però che riguarda da vicino i cittadini e sul quale è necessario soffermarsi è quello delle scelte locali (amministrazioni e cittadini).
La situazione economica dei comuni – e a maggior ragione dei piccoli comuni di montagna – è ogni giorno piú difficile e ogni scelta che può incrementare le entrate sembra accettabile e giusta. È comprensibile anche la scelta dei proprietari di terreni che praticamente non danno reddito e dai quali diventa possibile ottenere un compenso «significativo».
Per ciascuno di noi, ma soprattutto per gli amministratori, è necessaria una riflessione seria. È forte per chi ha bisogno di soldi fare proprio il detto popolare «meglio un uovo oggi che una gallina domani». Ma si deve stare attenti che per avere l’uovo non si uccida la gallina.
I nostri territori – come anche voi avete bene individuato – hanno un valore che non è solo ambientale o estetico, ma anche economico. Perché questo valore si concretizzi sono necessari progetti e interventi che richiedono un impegno molto complesso; è molto piú semplice accettare l’offerta dei realizzatori dei grandi impianti industriali.
Si pensi che nel nostro comune (Firenzuola) dal 2002 a oggi sono stati presentati 7 progetti (con una capacità produttiva di circa 200 MW) a nessuno dei quali il Comune ha detto «no». Se per assurdo tutto quello che è stato progettato fosse realizzato il Comune di Firenzuola avrebbe sul suo territorio un terzo degli impianti eolici previsti per tutta la Toscana.
Le procedure devono essere rovesciate: anziché aspettare e accettare le proposte delle multinazionali, dovrebbero essere gli enti locali, in stretta collaborazione con i cittadini e con le istituzioni provinciali e regionali, a individuare i luoghi, le dimensioni, le modalità di realizzazione degli impianti. E la prospettiva, in comuni piccoli come i nostri, deve essere quella dell’autosufficienza energetica dei nostri territori.
Su temi cosí grandi e complessi la fretta e il bisogno sono pessimi consiglieri. Sappiamo che il cambiamento delle politiche energetiche è un bisogno impellente, ma se i grandi inquinatori mondiali si sono presi tutto il tempo che vogliono per continuare a inquinare, in barba al protocollo di Kyoto, prendiamoci anche noi un po’ di tempo per approfondire la discussione con i cittadini, per arrivare a scelte condivise, con la certezza che il nostro impegno e tutto rivolto a contribuire, nel nostro piccolo, alla soluzione del problema energetico e non a creare problemi agli amministratori locali.
Con amicizia
Luciano Ardiccioni
consigliere comunale
Firenzuola, 20 marzo 2009
giovedì 12 marzo 2009
Primo comunicato

San Godenzo, 12 marzo 2009
Oggetto: costituzione “Comitato Spontaneo Ariacheta”, contro la realizzazione dell’impianto eolico industriale “Monte Peschiena – Fiera dei Poggi”
II giorno 23 febbraio 2009, a San Godenzo, si è svolta la presentazione ufficiale del progetto della ditta ED.VT. Srl (Infrastrutture SpA) di un impianto industriale di 46 MW che prevede l’installazione di 14 torri da 3 MW alte 105 metri alla cui sommità è collegata una elica con diametro di 100 metri (altezza totale di almeno 150 metri). L’impianto andrà ad occupare 5,5 km di crinale appenninico in corrispondenza dei sentieri 00, GEA che coincide con diversi itinerari naturalistici, storico-culturali e religiosi promossi dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, sovrastando imponentemente l’alta valle dell’Acquacheta. L’impianto è previsto entro e sul confine del “SIC 39 Muraglione –Acquacheta” e ad una distanza di circa 1,5 km dai confini del Parco Nazionale con una visibilità significativa su gran parte del territorio del Parco stesso. La presenza dell’impianto determinerà la qualificazione di parte del crinale come “area industriale” ed un generale declassamento del territorio circostante attualmente ricadente in classe 1 (aree particolarmente protette, SIC).
Una prima sommaria verifica del progetto e degli strumenti di valutazione depositati presso la sede comunale ha consentito di verificare che il progetto riguarda un impianto eolico industriale con impatti devastanti per l’integrità dei luoghi e per gli insediamenti ancora presenti.
L’impianto, come dimostrato nei casi di impianti analoghi già realizzati, avrà conseguenze catastrofiche per animali e uccelli che abbondano nei boschi circostanti (numerosissimi cervidi, lupi e molti rapaci tra cui le aquile).
L’integrità del luogo ha inoltre stimolato nell’ultimo ventennio un fenomeno culturale di ritorno alla terra da parte di persone fortemente motivate al recupero e al mantenimento dei luoghi e delle attività agrosilvopastorali tradizionali. Questi insediamenti, attualmente riabitati e mantenuti produttivi, condividono obiettivi comuni di sviluppo consistenti soprattutto nell’ospitalità rurale (diffusione di un sistema di rifugi e ostelli montani); alla custodia territoriale (convenzioni con gli enti territoriali per opere di presidio); coltivazione di produzioni tipiche e allevamento; sviluppo delle energie rinnovabili da parte delle aziende agricole (in linea con i recenti indirizzi del PSR); sviluppo di processi educativi in relazione all’ambiente e alla sostenibilità dei processi produttivi.
Le prospettive di un impianto di tali dimensioni ed ubicato in quel contesto non lascia spazio a compromessi in quanto verrebbero a mancare le condizioni per il perseguimento degli obiettivi sopradescritti determinando l’ennesimo e forse ultimo “esodo dalla montagna”.
Osservato che:
1. il progetto contrasta con specifiche disposizioni regionali che reputano l’area non idonea per la realizzazione di impianti eolici;
2. il progetto non rispetta i vincoli e le disposizioni degli strumenti di programmazione e pianificazione territoriale;
3. il progetto risulta assolutamente banale ed assente sullo studio della componente del paesaggio;
4. il progetto non riporta sufficienti dettagli sulle alternative progettuali e non giunge ad un confronto tra queste;
5. lo studio risulta assolutamente incomprensibile e superficiale nell’analisi finale della valutazione dei singoli impatti e delle modalità attraverso le quali vengono valutate le componenti ambientali;
6. lo studio di incidenza risulta incompleto per diversi aspetti e superficiale nei contenuti;
7. l’eventuale realizzazione del progetto rappresenta una condizione insostenibile di permanenza per tutti gli abitanti dell’area circostante;
Il Comitato Spontaneo Ariacheta si pone l’obiettivo di evitare con ogni mezzo democratico e legittimo la realizzazione del progetto. Sottolinea, a scanso di dubbi, di condividere pienamente la necessità di limitare il consumo di risorse, di perseguire uno sviluppo sostenibile e consapevole e di ricavare l’energia da fonti rinnovabili, e per queste ragioni sostiene e promuove i seguenti obiettivi in alternativa al progetto industriale proposto:
1. diffusione sul territorio comunale di piccoli impianti (mini eolico, mini idrico, fotovoltaico, biomasse) di potenza non superiore a 20-30 kw ad opera di soggetti privati per soddisfare i propri fabbisogni energetici e per immettere in rete la quota residua;
2. creazione di un “distretto energetico da energie rinnovabili” controllato dai cittadini;
3. opportunità per le aziende agricole di accedere ai contributi specifici nell’ambito del PSR per lo sviluppo di piccoli impianti per la produzione di energia allo scopo anche di consentire una integrazione del reddito sufficiente per mantenere la permanenza sul luogo delle persone che attualmente lo abitano;
4. ampia diffusione dell’ospitalità presso gli insediamenti rurali esistenti allo scopo di una miglior promozione e fruizione del territorio montano;
5. promozione di progetti educativi presso gli insediamenti abitati al fine promuovere e divulgare i possibili modelli di sviluppo sostenibile e consapevole;
Il comitato si pone come strumenti per raggiungere i propri scopi statutari la divulgazione di materiale informativo, l’organizzazione di assemblee pubbliche e di eventi in genere.
Con questo primo comunicato e un’assemblea aperta alla popolazione stata avviata una campagna di sensibilizzazione della popolazione locale e di informazione a livello nazionale.
Si rivolge pertanto un appello a tutti gli amici dell’ambiente ad aiutarci e sostenerci.
Stiamo urgentemente cercando tecnici ed esperti in grado di elaborare e presentare osservazioni al progetto dell’impianto eolico, che devono essere inoltrate entro e non oltre il 26 marzo 2009.
Contatto mail: ariacheta@ymail.com
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